AMMORTIZZATORI E SICUREZZA NELLA PESCA IN UN CONVEGNO FLAI

flai_pesca_24giugno2016Ammortizzatori sociali e sicurezza sul lavoro sono i temi al centro di un convegno organizzato dalla Flai a Porto Tolle. Numerosi gli interventi di rappresentanti delle istituzioni, enti, operatori del settore, oltre che di sindacalisti. Una panoramica sui temi in discussione è stata tracciata da Renzo Pellizzon, segretario generale della Flai del Veneto.

“L’opportunità di trovarsi per discutere di ammortizzatori sociali e di sicurezza sul lavoro e malattie professionali – ha detto – ci porta a ragionare ancora di questo settore così importante per l’economia del Paese.
In primo luogo va però sottolineata la nostra responsabilità di rendere effettivamente sostenibile la gestione delle risorse di questo settore perché deve essere chiaro che lo sfruttamento delle risorse ittiche non potrà continuare con l’intensità degli ultimi anni.
locandina_flai_pescaPer noi l’intero sistema della pesca va ricalibrato attraverso interventi di tipo strutturale (ammodernamento dei pescherecci, adeguamento dei porti e delle reti di vendita), per garantire e assicurare evoluzione e reddito all’insieme degli addetti.
Il Contratto nazionale della cooperazione è ancora aperto. Bisogna fare insieme uno sforzo per chiuderlo, così come dovremmo presentare la piattaforma per il rinnovo del contratto di Federpesca.
L’invito al Ministero in primo luogo, e agli ospiti presenti che si occupano con impegno di questo settore, è di investire nel sistema pesca, di aprire una fase di seria consultazione con le parti sociali. Il fermo biologico (40 giorni dal 25 luglio al 5 settembre) deve diventare l’occasione di un confronto e una riflessione attenta dello stato del settore per fare poi un intervento condiviso.
Vi sono 18 milioni di € stanziati per il 2016 e questo può essere una prima risposta per affrontare la cassa in deroga che si conclude quest’anno. Ma noi abbiamo bisogno anche di sottoscrivere un accordo che presuppone una discussione, una verifica – ad esempio con l’Inps – sulla disponibilità di cassa negli anni precedenti.

Insomma serve a tutti noi un approfondimento sulle specificità di questo settore, altrimenti come faremo a discutere con l’Europa le scelte?
L’Europa deve smetterla di parlare in generale. Dopo il risultato del referendum inglese bisogna fare sul serio.
Bisogna passare da una Europa a senso unico, un’Europa della finanza, ad un’Europa che aggreghi gli Stati membri, che faccia una politica europea sociale, in una parola che si facciano gli Stati Uniti di Europa.
Ci sono risorse importanti che il nuovo FEAMP il fondo europeo per la pesca, stanzia ai 27 Stati membri. Sono finanziamenti in grado di indirizzare le scelte politiche dei Paesi che fanno capo all’Europa. Basti pensare che la metà delle risorse sono state assegnate a 4 Stati, tra cui l’Italia, per un importo di 537,26 milioni di € per il periodo 2014/2020.
Tali risorse che possono raddoppiarsi a fronte dell’intervento obbligatorio dello Stato Italiano.

Le priorità:

  • Promuovere una pesca sostenibile, innovativa e competitiva,
  • Favorire l’acquacoltura, e l’Italia ne avrebbe bisogno visto il contesto internazionale,
  • aumentare l’occupazione e la coesione territoriale,
  • favorire la commercializzazione

Questo è uno straordinario lavoro che possiamo fare assieme. Vi sono delle grandi opportunità se le sappiamo fare valere”.