ACCORDO TRA CGIL CISL UIL E CONFINDUSTRIA SULLA GESTIONE DELLE CRISI

Dopo un incontro di quattro ore sindacati e Confindustria hanno raggiunto un accordo per un modello innovativo di gestione delle crisi aziendali che, si legge in una nota, “mette al centro la ricollocazione dei lavoratori assegnando alle parti sociali, attraverso la contrattazione, un ruolo attivo e di grande responsabilità”.

Al centro del documento c’è la gestione degli esuberi (con un ‘piano operativo’ per la loro ricollocazione e formazione già durante il periodo di cassa integrazione straordinaria), delle ristrutturazioni e delle crisi aziendali nelle aree di crisi complesse e non. In questi casi, in particolare, si chiede il prolungamento degli ammortizzatori sociali. Prolungamento che va da 1 a 2 anni a seconda delle situazioni.
Sono quasi 30 mila i lavoratori presenti nelle aree di crisi che sono con il fiato sospeso visto che dal primo gennaio 2017 scompariranno l’indennità di mobilità e la cassa integrazione in deroga.

Il documento propone anche un modello innovativo di gestione delle crisi e delle ristrutturazioni aziendali che mette al centro la ricollocazione dei lavoratori. In particolare, sono state individuate specifiche soluzioni da adottare in due differenti contesti: nelle imprese interessate dalla CIGS, laddove siano previsti esuberi, si propone, attraverso un accordo sindacale, la condivisione di un “piano operativo di ricollocazione” finalizzato a favorire la formazione e la ricollocazione dei lavoratori già durante il periodo di cassa integrazione. Per le attività di formazione e di outplacement le parti hanno previsto la possibilità di operare attraverso i fondi interprofessionali; nelle imprese che operano in aree di crisi industriale complessa e non complessa, laddove vi siano concrete possibilità di rilancio delle attività produttive, si propongono, oltre alle misure sopra descritte, anche alcuni correttivi alla disciplina degli ammortizzatori sociali.

“Una scelta positiva, che prova a dire la verità sulla situazione in cui siamo”. È il commento del segretario generale della Cgil Susanna Camusso. “È un accordo – dice – che mette in campo modalità contrattuali e politiche attive per affrontare i processi di ristrutturazione in corso. E richiede al governo di non sottrarre risorse agli ammortizzatori sociali, bensì di mettere a disposizione quelle risorse che con il venir meno della mobilità non ci sarebbero state”.
L’intesa tra sindacati e imprese, continua Camusso, apre una “stagione diversa: ci dice che le parti sociali sono in grado di fare accordi e proposte, rivendicando un’interlocuzione con il governo che non sia estemporanea, ma che provi ad affrontare i temi concreti del lavoro”. Una proposta comune che “ha anche un valore politico”, perché “segna una discontinuità rispetto a quello che abbiamo visto negli anni: è infatti finita quella narrazione che diceva che c’era chi poteva fare tutto per tutti e abolire la rappresentanza, le parti sociali, i corpi intermedi”.

Il documento, siglato dai leader delle quattro organizzazioni, Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo e Vincenzo Boccia, sarà ora inviato al Governo. Le parti sociali confidano “nella condivisione di queste proposte” e “ne auspicano la piena attuazione, forti della convinzione che, nell’attuale contesto produttivo ed economico, siano utili per dare risposte adeguate a imprese e lavoratori”.

Quelle licenziate da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria rappresentano – si legge nella nota delle parti – una serie di proposte ambiziose che sono state concepite, per “essere attuate nella loro interezza, con il fine di affrontare al meglio la difficile situazione congiunturale e governare con più efficacia i processi di transizione industriale”. Gli indicatori del mercato del lavoro risentono, infatti, concludono le parti, “di una situazione di debolezza: i recenti interventi legislativi di riforma degli ammortizzatori sociali hanno sensibilmente ridotto lo spazio di azione delle politiche passive del lavoro e manca ancora un assetto compiuto delle politiche attive”.

Leggi il testo dell’accordo