“UNA RIFORMA CHE NON FA GIUSTIZIA”: Sabato 7 febbraio al Candiani a Mestre, iniziativa regionale per il no al Referendum Costituzionale

“UNA RIFORMA CHE NON FA GIUSTIZIA”: Sabato 7 febbraio al Candiani a Mestre, iniziativa regionale per il no al Referendum Costituzionale

Sabato 7 febbraio alle ore 17.00, nella Sala Conferenze al 4° piano del Centro Culturale Candiani a Mestre – Ve, si terrà il convegno “Una riforma che non fa giustizia”, la prima iniziativa regionale di approfondimento organizzata dal Coordinamento Veneto del Comitato Società civile per il NO nel referendum costituzionale in collaborazione con il comitato “Giusto dire No”.

All’iniziativa, coordinata dal giornalista e scrittore Gian Antonio Stella, parteciperanno:

Maria Cristina Paoletti (ANPI Veneto); Gianfranco Pagliarulo (Presidente ANPI nazionale); Claudia Brunino (magistrato); Christian Ferrari (Segretario CGIL); Enrico Grosso (Professore universitario, Avvocato e Presidente onorario Comitato GIUSTO DIRE NO).

Il comitato regionale veneto è formato da associazioni radicate nel territorio come: Acli, Anpi, Arci, Articolo 21, Cgil Veneto, Libera, Legambiente, Giuristi Democratici, Rete degli Studenti Medi, Unione degli Universitari. La lista delle adesioni è in continuo aggiornamento: altre realtà regionali stanno aderendo al comitato, che vuole essere il più largo, inclusivo e trasversale possibile.

Il coordinamento regionale ha stretto una collaborazione con il comitato “Giusto dire NO” formato da magistrati, giuristi, professori universitari, avvocati e cittadini delle più diverse provenienze per fare rete e organizzare in ogni luogo della regione occasioni di approfondimento sul tema della riforma costituzionale della magistratura.

Una riforma costituzionale portata avanti in fretta, senza una reale discussione in Parlamento, che non risolverà i problemi della giustizia e anzi ridurrebbe l’indipendenza della magistratura a vantaggio dei partiti dal momento che i componenti “non togati” (laici) del CSM sarebbero decisi dalla maggioranza parlamentare mentre i rappresentanti dei magistrati estratti a sorte “a caso”.

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