I dati che emergono dal rapporto Ispra sul consumo di suolo nel 2023 tracciano un quadro la cui gravità denunciamo da tempo. Il Veneto è la prima regione italiana per incremento lordo in ettari rispetto all’anno precedente: si parla di 890,95 ettari tra il 2022 e il 2023. Anche tra il 2021 e il 2022 il Veneto è stata la prima regione rispetto a questa classifica, a dimostrazione del fatto che il consumo di suolo nel nostro territorio continua la sua curva ascendente, e questo nonostante i disastri idrogeologici subiti più volte dalla popolazione del Veneto.
Per quanto riguarda la percentuale di suolo consumato, la nostra regione viene subito dopo la Lombardia entrando nel secondo posto con 217520,21 ettari.
Tiziana Basso, Segretaria generale Cgil Veneto: “Si tratta di numeri abnormi, soprattutto in considerazione della fragilità del nostro territorio e dalla necessità di adottare con urgenza azioni per affrontare il cambiamento climatico. I modelli previsionali dimostrano come il consumo di suolo, se non contenuto, possa provocare impatti ambientali che nell’immediato futuro saranno difficili da arginare, danni ambientali che determinano anche effetti negativi sul sistema produttivo, a partire dal settore primario così importante nell’economia regionale. Questo tema deve essere prioritario per la Regione Veneto, che ha sempre affrontato la questione edulcorando la normativa con continue deroghe e dilazioni temporali, inficiando di fatto gli stessi obiettivi dichiarati”.
Silvana Fanelli, Segreteria Cgil Veneto: “Bisogna partire dal presupposto che il nostro è un territorio a rischio che necessita di un programma strutturato e orientato al medio lungo periodo in cui coesistano azioni di sorveglianza e azioni di prevenzione. Sorveglianza sulla qualità delle acque e dell’aria, ma anche sulla popolazione per quanto riguarda le zone soggette ad inquinamento, come le aree contaminate da Pfas. Prevenzione per quanto riguarda i rischi idrogeologici, anche per arginare i danni non solo ambientali ma anche sociali ed economici, diretta conseguenza di questi fenomeni”.