Ci ritroviamo qui in presidio, alla vigilia della conclusione del processo Pfas Miteni, per chiedere con forza giustizia per fatti incontestabili e diritti negati: innanzitutto il diritto ad una vita e ad un futuro in salute per noi e per i nostri gli, il diritto all’acqua pulita e al cibo sano, il diritto al lavoro in ambienti che ci permettano di guadagnarci da vivere senza doverci ammalare o morire e il diritto ad un ambiente sano e sicuro. La conclusione di questo processo deve tener conto che la nostra falda è stata irrimediabilmente avvelenata, a nostro parere consapevolmente, dai responsabili di questo disastro. A tal proposito, denunciamo che pochissimo è stato fatto affinché la contaminazione proveniente dal sito Miteni finisca di inquinare la falda sottostante e di conseguenza i territori che da questa falda vengono attraversati. Confiamo che le conclusioni a cui si arriverà in questa Corte d’Assise servano a riconoscere quanto ci è stato tolto in tutti questi anni di tragica contaminazione. Tutti i poteri pubblici, politici, amministrativi e giurisdizionali, sono chiamati a garantire il rispetto dell’art. 41 della Costituzione per cui l’iniziativa economica non può svolgersi in danno della salute e dell’ambiente.
7 febbraio 2025: presidio davanti al Tribunale di Vicenza durante il processo sui PFAS contro Miteni
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