Wanbao al Mise

Il sindacato ed i lavoratori di wambao si aspettano impegni concreti dall’ incontro di domani (ore 15) al Ministero per lo sviluppo. “Altrimenti -aggiungono – siamo pronti ad intensificare le iniziative di lotta”. Una multinazionale non può venire in Italia, acquisire marchi e competenze e poi distruggere il lavoro.

Questa la dichiarazione di Stefano Bona e Fabio Furlan della Fiom Cgil di Belluno:

Dopo tante lotte, incontri, parole, è arrivato il giorno della verità  con l’incontro odierno a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
I Lavoratori della Acc Wanbao, il territorio bellunese, la grande Manifestazione del 10 dicembre scorso che ha visto la presenza di ben 2500 lavoratori arrivati dalle varie provincie venete, si aspettano dal Governo una soluzione che garantisca la continuità produttiva dello stabilimento di Mel. Ricordiamo che ACC WANBAO non è un’azienda decotta,  anzi tutt’altro,  ha ancora lavoro per quest’anno è per tutto il 2020 da vari clienti tra cui Electrolux e Bosch…., costruisce  un prodotto strategico per l’Italia ma non solo con una grande competenza di chi lavora. Sarebbe drammatico bruciare il tutto! Occorre perciò impedire assolutamente che ancora una volta una multinazionale  possa venire nel nostro paese, rubare marchi e competenze per poi andarsene lasciando drammi sociali. Il tutto senza una risposta politica a difesa del lavoro e della dignità del nostro Paese.
Dopo la sfilata di parlamentari eletti nel territorio bellunese, ci aspettiamo che si passi perciò  dalle parole ai fatti. Che senso avrebbe la convocazione  al MISE che ci è stato confermato dal Ministero proprio durante la manifestazione del 10 dicembre, se poi da quell’incontro non si trova una soluzione positiva.
Se così non fosse sarebbe un fallimento per tutti. Che fine faranno quei 300 Lavoratori con le loro famiglie. Che fine farà quell’immenso stabilimento di Mel che in altri tempi accoglieva ben 1800 lavoratori e che oggi la multinazionale cinese ha deciso di chiudere definitivamente. Forse si costruiranno appartamenti, oppure nuovi negozi, il tutto in un territorio che perdendo lavoro  diventa  inevitabilmente sempre più precario e povero e che  sta già  subendo  un processo di spopolamento. Ricordiamo che venerdì scorso eravamo insieme con i Lavoratori della Safilo a manifestare a sostegno di quella vertenza che prevede oltre 450 esuberi sempre nel territorio bellunese .
Oggi perciò misureremo l’autorevolezza del Governo. Senza soluzioni saremo pronti a qualsiasi forma di lotta e mobilitazione.