IL VENETO CONTRO LA REINTRODUZIONE DEI VOUCHER

Presidi venerdì 26 maggio:
Padova: ore 11.30 in Piazza Antenore, davanti alla Prefettura
Venezia: 11.30 Campo S. Maurizio, davanti alla Prefettura
Verona: ore 11 Piazza dei Signori, davanti alla Prefettura
Vicenza: ore 12 Contrà Gazzolle, davanti alla Prefettura
Rovigo: ore 12 Via Celio, davanti alla Prefettura
Treviso: ore 12 Piazza dei Signori, davanti alla Prefettura

Contro la possibilità che il Governo, attraverso un emendamento alla Manovra Correttiva, definisca una nuova normativa sul lavoro occasionale che farebbe nei fatti resuscitare i voucher dopo averli appena aboliti, si stanno moltiplicando nel Veneto le prese di posizione delle rappresentanze aziendali, le iniziative esterne ed i presidi davanti alle Prefetture.

Se dovesse passare un tale provvedimento sarebbe una presa in giro dei milioni di cittadini che hanno firmato l’abrogazione dei voucher ed una forte caduta sul piano della democrazia e delle sue regole. Per la prima volta nella storia repubblicana si assisterebbe infatti alla sceneggiata di un Governo che prima accoglie le richieste di abrogazione e poi ripristina, nei fatti, le norme abrogate.
A fronte di ciò la Cgil ha già fatto sapere che si appellerà al Presidente della Repubblica oltre ad avviare una petizione popolare per il rispetto dell’articolo 75 della Costituzione (sui referendum) che ne verrebbe calpestato ed indire una grande manifestazione.

Lo annuncia in un ordine del giorno del proprio comitato direttivo che dichiara “gravissima l’eventualità che il Governo, attraverso un improprio emendamento al Decreto Legge n. 50/2017 attualmente in discussione in Parlamento, definisca una nuova normativa sul lavoro occasionale”. “Le proposte in discussione, sulle quali mai si è realizzato un confronto con il sindacato e con la Cgil in particolare, contravvenendo agli impegni formalmente e ripetutamente assunti dal Governo – prosegue l’ordine del giorno – prefigurerebbero il ritorno, con norme peggiori, ai voucher che Parlamento e Governo hanno cancellato poche settimane fa, assumendo lettera e sostanza del quesito referendario proposto dalla Cgil”.
“Si sta cercando – aggiunge la Cgil – di far rientrare dalla finestra ciò che, con le nostre firme e la nostra iniziativa e mobilitazione, abbiamo fatto uscire dalla porta. Si tratta di un tentativo inqualificabile e inaccettabile”.

“Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica – sottolinea il sindacato – che un Governo e la sua maggioranza intervengono con un provvedimento legislativo opposto a quello emanato poco prima con il fine di evitare una prova referendaria. Questo configurerebbe una sostanziale violazione dell’art. 75 della Costituzione e costituirebbe un atto irrispettoso nei confronti della Suprema Corte di Cassazione che si è appena pronunciata in proposito”.
Per la Cgil si tratterebbe di “un palese atto di spregio nei confronti di tutti coloro che firmarono a sostegno del quesito referendario per abrogare i voucher e di una vera e propria lesione della democrazia, essendo evidente la spregiudicatezza con la quale si è legiferato poche settimane fa al solo scopo di impedire agli elettori di pronunciarsi”.

“Se questo tentativo si concretizzerà in un provvedimento di legge – si legge ancora – la Cgil porrà in atto una ferma e coerente azione di contrasto, facendo sin da subito appello al Presidente della Repubblica affinché intervenga, facendosi garante del rispetto della Costituzione e del diritto di voto da parte dei cittadini”.
Il Comitato Direttivo della Cgil, infine, ha dato “mandato alla Segreteria, in ragione delle eventuali decisioni parlamentari, di promuovere sia una petizione popolare per il rispetto dell’art.75 della Costituzione repubblicana, sia una grande manifestazione nazionale alla quale chiamare a partecipare lavoratori, pensionati, cittadini e tutte le organizzazioni democratiche del Paese”.

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