VENETO: FLC PRIMO SINDACATO NELLA SCUOLA, UNIVERSITÀ E RICERCA

La Flc Cgil veneta è il primo sindacato nella scuola (29,49%), all’ Università (38,63%), negli Enti di Ricerca (44,96%), e seconda nelle Accademie e nei Conservatori (26,54%). Lo annuncia il Segretario Generale della categoria, Marta Viotto, che sottolinea “l’alta partecipazione al voto, pari al 70%, in tutti i comparti dell’istruzione” per il rinnovo delle Rsu. Un risultato, dice, che “conferma l’importanza del sindacato confederale nella vita del paese”.

Nel complesso del settore la Flc Cgil si attesta in regione al 30% dei voti. Al secondo posto la Cisl, quindi la Uil e, a seguire, le sigle autonome (in particolare Snals e Gilda mentre altre si attestano su valori insignificanti).
Le elezioni per le nuove rappresentanze sindacali hanno visto recarsi alle urne in Veneto circa 60.000 lavoratori tra insegnanti, personale non docente e ricercatori in 605 sedi: un grande momento di partecipazione democratica che dà forza e valore alla rappresentanza sindacale e al ruolo della contrattazione.

A scrutinio quasi ultimato i voti negli istituti scolastici sono così ripartiti: Cgil 29,49%, Cisl 27,53%, Uil 14,11%, Snals 12,77%, Gilda 11,02%, altri 4,82%.
Ancora più netto il vantaggio della Cgil nei 4 Atenei veneti dove consegue il 38,63% dei voti.
Nelle accademie e nei Conservatori: Cgil 26,54%; Cisl 23,11 %, Uil 11,90%, Snals 0,23%, Gilda 38,22%.
Infine, nei Centri di Ricerca, la Cgil sopravanza ampiamente tutte le altre sigle con il 44,96% dei voti, seguita dalla Cisl (33,40%), dalla Uil (15,11%), dalla Gilda (5,41%) ed altri (1,12%).

“La forte presenza nel mondo della conoscenza – dice Marta Viotto – fa della FLC CGIL sempre più il punto di riferimento per i lavoratori di questo settore fondamentale.
Per questo risultato vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno espresso la loro preferenza per le nostre liste, le nostre RSU per il loro quotidiano impegno sui posti di lavoro, la nostra organizzazione, i nostri iscritti e i nostri attivisti.
Importante il voto dei precari e grosso rammarico per il mancato allargamento del diritto di voto anche agli assegnisti di ricerca a causa dell’opposizione di alcune sigle sindacali.
Con le nostre RSU abbiamo di fronte la grande sfida di applicare il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro riconquistato dopo quasi 10 anni e di difendere con nuovi strumenti negoziali i diritti dei lavoratori del comparto. Sarà un grande impegno per ripartire con forza”.

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