GIOVANI IN VENETO SEMPRE PIÙ PRECARI E CON BASSE RETRIBUZIONI

Nel 2011 il 62% dei giovani operai veneti era inquadrato con un contratto a tempo indeterminato, oggi la loro percentuale è scesa di 10 punti e la retribuzione media è di 1.329 euro lordi al mese. Per gli altri, i precari, la retribuzione è meno della metà (8.358 euro lordi in un anno) e la loro quota è costantemente in crescita.

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PART TIME IN AVANZATA, ORMAI RIGUARDA UN LAVORATORE SU CINQUE

In Veneto un lavoratore su 5 ha un lavoro a part time. Una modalità in gran parte dei casi non scelta, che dà origine a basse retribuzioni e segregazione professionale, inibendo le opportunità di carriera e sviluppo dei percorsi lavorativi, e che spesso si accompagna a mansioni molto al di sotto delle competenze possedute.
Limitato 12 anni fa a poco meno del 13% dei dipendenti, il part time ha conosciuto un boom durante tutti gli anni della crisi e continua il suo percorso in ascesa, con le assunzioni a tempo parziale arrivate a toccare, nel 2017, il 36,5% dei nuovi rapporti di lavoro attivati. L’aumento della loro incidenza è di 2,8 punti sul 2016 e di 4,4 punti sul 2015 e fa seguito ad un andamento costantemente crescente dal 2009 in poi, in contemporanea con una decrescita delle assunzioni a full time.

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