POSTE: È SCIOPERO DEGLI STRAORDINARI

Venti giorni di sciopero degli straordinari alle poste in tutta la regione. Lo ha proclamato la slc-cgil del veneto dal 1 al 21 agosto e riguarderà tutti i settori.
I problemi, derivanti da carenze di personale, alto livello di precarietà e peggioramento delle condizioni di lavoro, vanno sempre più acuendosi e nell’estate si è passato il segno.

Di seguito il comunicato della Slc Cgil del Veneto

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LAVORATORI DELLE POSTE MOBILITATI CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE

Con un mese di blocco degli straordinari, dal 13 marzo al 12 aprile, i lavoratori di Poste Italiane continuano la propria battaglia contro la privatizzazione, i tagli al personale e per il miglioramento dei servizi.
Slc Cgil, Cobas, Pt-Cub-Usb, Slp Cisl, Failp Cisal, Confsal Com e Ugl Com, che hanno indetto lo stato di agitazione, criticano la nuova organizzazione del recapito a giorni alterni che penalizza cittadini e imprese, lamentano l’ormai cronica carenza di personale e i turni di lavoro sempre più pesanti, contestano la politica di dismissione di sedi e sportelli, denunciano le continue pressioni commerciali sui lavoratori, che fa sembrare l’azienda più simile a una banca che a un servizio di carattere sociale.

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SCIOPERO E MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI DELLE POSTE

Sciopero e manifestazione regionale a Mestre oggi, 4 novembre, dei lavoratori delle poste per fermare la privatizzazione dell’azienda e difendere il lavoro.
Lo hanno indetto Slp-Cisl, Slc-Cgil, Failp-Cisal, Confsal.Com e Ugl-Com, preoccupate per i processi in corso che portano allo smantellamento di quella fitta rete postale così importante per il territorio, soprattutto nelle aree più marginali, e che mettono in discussione l’unitarietà dell’azienda oltre alla stessa occupazione.

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POSTE: UN MESE DI BLOCCO DEGLI STRAORDINARI

Un intero mese di sciopero degli straordinari e della flessibilità operativa, dal 10 giugno al 9 luglio, è stato proclamato per i dipendenti delle poste (10.500 in Veneto) a fronte del non rispetto del programma di investimenti, della forte carenza di organico, dell’adozione da parte dell’azienda di politiche tutte incentrate sul solo segmento della commercializzazione, mentre la privatizzazione (ora al 35,3%) sarà estesa al 100% con un’operazione che le organizzazioni sindacali definiscono “sciagurata” e “dagli esiti imprevedibili”.

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