ILVA: IN SCIOPERO CONTRO IL PIANO LACRIME E SANGUE

Sciopero anche a Marghera dei lavoratori dell’Ilva, il 9 ottobre, a fronte del piano lacrime e sangue presentato dall’azienda.
La fabbrica si è svuotata mentre i lavoratori all’esterno hanno distribuito volantini per evidenziare la situazione che vede minacciati 4.000 posti di lavoro (su 14.000) a livello di gruppo, nell’ambito dei quali il sito veneziano (ormai ridotto ai minimi termini ristrutturazione dopo ristrutturazione) perderebbe 35 addetti su 80.

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CREDITO COOPERATIVO: NO AI LICENZIAMENTI

Il Coordinamento Nazionale FISAC CGIL Credito Cooperativo ha preso posizione sui licenziamenti effettuati da Federazione Veneta di lavoratori della ex Banca Padovana.
“Apprendere – scrive in una lettera aperta – che per due di questi lavoratori, dopo appena un anno e qualche mese dalla cessione, intervenuta in forza dell’accordo sindacale, la Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo decide il licenziamento per insussistenza della possibilità di impiegare utilmente detti lavoratori in una qualsiasi posizione lavorativa, ciò anche in ragione dell’intervenuta riforma del settore bancario che ha interessato direttamente il Credito Cooperativo, ci lascia indignati e stupiti!”

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THETIS: LICENZIAMENTI INACCETTABILI. PRESIDIO A VENEZIA

Stato di agitazione e blocco degli straordinari, quindi presidio permanente dei lavoratori con volantinaggi e raccolta firme ed un particolare appuntamento per martedì 11 luglio (ore 14.30) davanti alla sede del Comune di Venezia, in concomitanza con la riunione della commissione consiliare.
Questo quanto deciso in assemblea dai lavoratori di Thetis, la società del Consorzio Venezia Nuova specializzata in ingegneria ambientale che ha prospettato 45 licenziamenti su 110 dipendenti, lamentando difficoltà derivanti dal mancato incasso di crediti (8 milioni) dal Consorzio Venezia Nuova per cui opera.

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GRANDI MOLINI: SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DI LIVORNO

Grandi Molini Italiani licenzia 30 lavoratori (su 45) a Livorno negando il ricorso agli ammortizzatori sociali. Il gruppo veneto non ha infatti voluto accogliere l’opportunità, maturata dopo incontri con la Regione e la Provincia, di concedere ai lavoratori 12 mesi di cassa integrazione prevista per le aree a crisi complessa e l’impegno ad attivare un percorso per un ulteriore periodo di cassa integrazione straordinaria e/o contratti di solidarietà.
Il rifiuto è stato netto e l’unica opzione adottata dall’azienda è il licenziamento che verrà ratificato alla vigilia di Pasqua presso la Provincia di Livorno.

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NO A LICENZIAMENTI E FUSIONE VENETO BANCA E POPOLARE VICENZA

“Un no secco a chi in Banca Popolare Vicentina pensa di affrontare i problemi con i licenziamenti e un no altrettanto secco alle ipotesi di fusione tra Bpv e Veneto Banca”. Lo dice la Fisac per bocca del Segretario Generale Agostino Megale, che sottolinea invece “la necessità, in via prioritaria, di un piano industriale capace di rilanciare e dare prospettiva industriale e occupazionale sia alla popolare vicentina che a veneto banca”.

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