NON SI ATTACCHI LA LEGGE 194

“Meno propaganda reazionaria e più servizi socio sanitari per le donne”. Lo dice Christian Ferrari, Segretario Generale CGIL Veneto, a proposito della mozione approvata dal Consiglio comunale di Verona contro la Legge 194.

“La CGIL del Veneto – scrive Ferrari – contesta con fermezza la decisione assunta dal Consiglio comunale di Verona in merito alla Legge 194.
Al di là delle parole, infatti, l’obbiettivo di chi ha promosso la mozione è evidente: mettere in discussione i diritti e la libertà delle donne garantite da una legge che ha ridotto in maniera significativa il numero delle interruzioni di gravidanza e salvato migliaia di donne le quali, prima della sua approvazione, morivano a causa degli aborti clandestini.

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PRESIDI IN TUTTO IL VENETO PER LA PIENA APPLICAZIONE DELLA LEGGE 194

Partecipatissimi, nonostante la pioggia battente, i presidi in tutti i territori del Veneto cui hanno dato vita le donne della Cgil il 22 maggio, in occasione del quarantesimo anniversario dalla approvazione della legge 194 sull’interruzione di gravidanza. Una legge che non è ancora pienamente applicata, come più volte denunciato dal sindacato.
In particolare nel Veneto “si riscontrano sempre maggiori difficoltà al pieno riconoscimento del diritto sancito” anche a causa dell’elevato numero di obiettori di coscienza.

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QUARANT’ANNI FA LA LEGGE 194. CGIL IN CAMPO PER LA SUA DIFESA

Il 22 maggio ricorre il quarantesimo anniversario dalla approvazione della legge 194, varata nel 1978. A fronte di questa scadenza, il Coordinamento donne della Cgil regionale ha valutato di promuovere, in quella data, dei presidi a livello territoriale (possibilmente presso le strutture sanitarie) per rilanciare l’iniziativa per la piena applicazione della legge in Veneto e, visti i tempi che corrono, per la sua difesa.

Per l’occasione sono stati prodotti un volantino ed un pieghevole da diffondere in regione.

LE INIZIATIVE NEL VENETO

NO ALLA SEPOLTURA DEI FETI. RISPETTO PER LE DONNE

La Segreteria Nazionale e Veneta della CGIL sono intervenute sulla decisione del Consiglio regionale veneto di dare sepoltura ai feti, un atto che rappresenterebbe una violenza psicologica sulla sensibilità delle donne, soprattutto se hanno scelto di interrompere volontariamente la gravidanza.

La Regione si preoccupi piuttosto della della piena attuazione della Legge 194 che in Veneto presenta ritardi e lacune.

Questo il testo del comunicato.

LEGGE 194: IL 28 SETTEMBRE PRESIDIO A VENEZIA

A che punto è lo stato di applicazione della Legge 194 sull’interruzione della gravidanza in Veneto? La Cgil torna dalla Regione che, a seguito della denuncia circa l’odissea cui sono costrette le donne per abortire, si era impegnata a svolgere una verifica dettagliata in tutte le strutture ospedaliere ed a garantire un’adeguata dotazione organica nelle Ulss e nei consultori.
La mobilitazione è prevista per il 28 settembre con un presidio a Venezia davanti al Palazzo Grandi Stazioni (ore 10) cui è annunciata una notevole partecipazione di sindacaliste, delegate e lavoratrici da tutto il Veneto. La data non è scelta a caso, ma coincide con la celebrazione in tutto il mondo della “giornata per il diritto all’aborto sicuro e legale”.

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APPLICAZIONE DELLA 194: UNA PIATTAFORMA A PADOVA

Come più volte denunciato dalla Cgil, in Veneto si riscontrano difficoltà – a partire dall’altissima presenza di obiettori e dalle carenze organiche dei Consultori – nell’applicazione della legge 194 sull’interruzione di gravidanza.
Su questa problematicità è ora intervenuta – per quanto riguarda il proprio ambito territoriale – la Cgil di Padova che, assieme allo Spi ed alla Fp, ha presentato all’Ulss ed all’Azienda Ospedaliera una piattaforma per il pieno esercizio (ed in piena serenità) da parte delle donne di un diritto sancito dalla legge.

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