NON SI SCOMMETTA SULLA PRECARIETÀ

Christian Ferrari, Segretario generale della Cgil del Veneto interviene sul Decreto Dignità rispondendo al Presidente Zaia e agli imprenditori veneti. “Non si scommetta – dice- sulla precarietà” e la politica punti su altri terreni per una crescita di qualità anziché  “assecondare egoismi autolesionistici”.

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TIROCINANTI DELLA GIUSTIZIA, SI PAGHINO ALMENO GLI STIPENDI

Erano lavoratori dipendenti, oggi sono superprecari a 400 euro al mese. Ma faticano a ricevere anche questi pochi soldi e ad oggi aspettano ancora la retribuzione corrispondente a 3 mensilità di fine 2017. Così i 64 tirocinanti degli uffici giudiziari veneti hanno rinnovato la richiesta di avere le proprie spettanze anche perché nelle loro condizioni, sempre al limite, quei soldi sono davvero indispensabili.
“È inaccettabile, ingiusto, scorretto e indegno – dice Assunta Motta, Segretaria Fp Cgil regionale – che il misero stipendio di questi lavoratori non veda il riconoscimento dovuto. Eppure hanno regolarmente lavorato presso i nostri tribunali. Ma che giustizia c’è?”

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GIOVANI IN VENETO SEMPRE PIÙ PRECARI E CON BASSE RETRIBUZIONI

Nel 2011 il 62% dei giovani operai veneti era inquadrato con un contratto a tempo indeterminato, oggi la loro percentuale è scesa di 10 punti e la retribuzione media è di 1.329 euro lordi al mese. Per gli altri, i precari, la retribuzione è meno della metà (8.358 euro lordi in un anno) e la loro quota è costantemente in crescita.

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ILVA: IN SCIOPERO CONTRO IL PIANO LACRIME E SANGUE

Sciopero anche a Marghera dei lavoratori dell’Ilva, il 9 ottobre, a fronte del piano lacrime e sangue presentato dall’azienda.
La fabbrica si è svuotata mentre i lavoratori all’esterno hanno distribuito volantini per evidenziare la situazione che vede minacciati 4.000 posti di lavoro (su 14.000) a livello di gruppo, nell’ambito dei quali il sito veneziano (ormai ridotto ai minimi termini ristrutturazione dopo ristrutturazione) perderebbe 35 addetti su 80.

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PRECARI DELLA RICERCA IN PRESIDIO A ROMA

L’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) – con sedi in Veneto a Padova e Legnaro – non procederà a stabilizzare i ricercatori e i tecnologi precari che rientrano nei requisiti previsti dal decreto legislativo Madia. L’annuncio arriva come una doccia fredda mentre a Roma è in corso il presidio di tutti i precari della ricerca davanti al ministero dell’Istruzione per “la stabilizzazione del personale, l’applicazione della legge Madia e il reperimento delle risorse necessarie a partire dalla prossima legge di bilancio”.

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UFFICI GIUDIZIARI: SERVONO SOLUZIONI STRUTTURALI E DI PROSPETTIVA

“La carenza di personale negli Uffici Giudiziari italiani è ormai conclamata, si aggira intorno al 30%; è destinata ad aumentare a breve in quanto l’età media dei lavoratori del settore è 56 anni”. Lo dice Assunta Motta, Segretaria Fp Cgil regionale, che interviene per denunciare una situazione che vede moltiplicarsi il ricorso a palliativi, creando precarietà su precarietà, e facendo venir meno tutele, diritti e continuità.

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