GIOVANI IN VENETO SEMPRE PIÙ PRECARI E CON BASSE RETRIBUZIONI

Nel 2011 il 62% dei giovani operai veneti era inquadrato con un contratto a tempo indeterminato, oggi la loro percentuale è scesa di 10 punti e la retribuzione media è di 1.329 euro lordi al mese. Per gli altri, i precari, la retribuzione è meno della metà (8.358 euro lordi in un anno) e la loro quota è costantemente in crescita.

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ILVA: IN SCIOPERO CONTRO IL PIANO LACRIME E SANGUE

Sciopero anche a Marghera dei lavoratori dell’Ilva, il 9 ottobre, a fronte del piano lacrime e sangue presentato dall’azienda.
La fabbrica si è svuotata mentre i lavoratori all’esterno hanno distribuito volantini per evidenziare la situazione che vede minacciati 4.000 posti di lavoro (su 14.000) a livello di gruppo, nell’ambito dei quali il sito veneziano (ormai ridotto ai minimi termini ristrutturazione dopo ristrutturazione) perderebbe 35 addetti su 80.

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PRECARI DELLA RICERCA IN PRESIDIO A ROMA

L’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) – con sedi in Veneto a Padova e Legnaro – non procederà a stabilizzare i ricercatori e i tecnologi precari che rientrano nei requisiti previsti dal decreto legislativo Madia. L’annuncio arriva come una doccia fredda mentre a Roma è in corso il presidio di tutti i precari della ricerca davanti al ministero dell’Istruzione per “la stabilizzazione del personale, l’applicazione della legge Madia e il reperimento delle risorse necessarie a partire dalla prossima legge di bilancio”.

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UFFICI GIUDIZIARI: SERVONO SOLUZIONI STRUTTURALI E DI PROSPETTIVA

“La carenza di personale negli Uffici Giudiziari italiani è ormai conclamata, si aggira intorno al 30%; è destinata ad aumentare a breve in quanto l’età media dei lavoratori del settore è 56 anni”. Lo dice Assunta Motta, Segretaria Fp Cgil regionale, che interviene per denunciare una situazione che vede moltiplicarsi il ricorso a palliativi, creando precarietà su precarietà, e facendo venir meno tutele, diritti e continuità.

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TIROCINANTI DELLA GIUSTIZIA: OCCORRE UNA RISPOSTA DIGNITOSA

La Fp Cgil regionale lancia un allarme sulla situazione dei lavoratori precari della Giustizia. In Veneto si tratta di 65 persone che, dopo aver perso il lavoro, operano dal 2010 negli uffici del Ministero della Giustizia sempre con forme precarie ed a termine. Attualmente sono tirocinanti retribuiti con 400 euro al mese (luglio e agosto ancora da pagare!) e non sanno cosa sarà di loro nel prossimo futuro, quando anche l’ultimo progetto in cui sono inseriti arriverà a termine.
Il sindacato sollecita le istituzioni per una soluzione dignitosa e ricorda che questi lavoratori, abbondantemente formati, stanno sopperendo da anni alla mancanza di organico (stimata attorno al 30%) nelle cancellerie dei tribunali.

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RICERCA IN PIAZZA PER STABILIZZARE 3.500 PRECARI

Con una serie di manifestazioni e presidi in tutta Italia si è svolta il 17 luglio una giornata di mobilitazione dei precari della ricerca lanciata da Fp e Nidil Cgil con lo slogan “Ricerchiamo stabilmente. La ricerca scende in piazza”.
L’iniziativa conclude una raccolta di firme su una petizione per la stabilizzazione dei 3.500 lavoratori precari dei 21 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) e dei dieci Istituti zooprofilattici sperimentali (Izs).

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