VENEZIA: NO A SPECULAZIONI TURISTICHE SULL’AREA DEI PILI

I 40 ettari dell’ area “dei Pili”, di proprietà del Sindaco di Venezia (che a dicembre ha creato un blind trust per la gestione delle sue società), situati nella prima zona industriale di Marghera, alle porte della città storica, potrebbero passare di mano ad un Tycoon cinese (il signor Ching Chiat Kwong) che ha base logistica a Singapore e che intenderebbe realizzare nel sito un villaggio con Casinò, ville e Palasport, previo cambio di destinazione d’uso da parte del Comune.

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PORTO MARGHERA: I DELEGATI FIOM A CONFRONTO CON LA POLITICA

“Porto Marghera, area di crisi industriale complessa, tra rischi speculativi e nuove opportunità”. Ne parlano i metalmeccanici della Fiom Cgil con i rappresentanti delle forze politiche in un incontro in programma per venerdì 24 novembre al centro culturale Santa Maria delle Grazie a Mestre.

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GRANDI NAVI: LA FIOM CHE CHIEDE IL CONFRONTO SU MARGHERA

A fronte delle indiscrezioni circa il progetto del Governo (la sua presentazione è annunciata per il 7 novembre, in occasione del Comitatone) di spostare le grandi navi a ridosso delle aree industriali di Marghera, la Fiom Cgil del Veneto e di Venezia esprime il proprio dissenso e chiede l’immediata apertura di un tavolo di confronto su Porto Marghera e le sue prospettive industriali.
Lo fa con una lettera aperta indirizzata alle istituzioni (a tutti i livelli), oltre che alle forze politiche veneziane e nazionali.

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FIOM: NO ALLE GRANDI NAVI A MARGHERA

In una nota in cui parla delle prospettive dell’area veneziana, la Fiom si dice preoccupata per il possibile trasferimento delle grandi navi a Marghera in quanto ciò rischierebbe di pregiudicare le stesse attività produttive dell’area oltre che mettere la parola fine a qualsiasi progetto di rilancio e di sviluppo innovativo.
“L’inserimento di Porto Marghera e del comune di Venezia nelle aree di crisi complessa nazionali può rappresentare una straordinaria opportunità per rilanciare una delle più grandi e attrezzate aree industriali d’Europa, creare nuova e stabile occupazione, riequilibrare una economia oggi fortemente sbilanciata sul turistico”, sostiene la Fiom veneziana e veneta.

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ILVA: IN SCIOPERO CONTRO IL PIANO LACRIME E SANGUE

Sciopero anche a Marghera dei lavoratori dell’Ilva, il 9 ottobre, a fronte del piano lacrime e sangue presentato dall’azienda.
La fabbrica si è svuotata mentre i lavoratori all’esterno hanno distribuito volantini per evidenziare la situazione che vede minacciati 4.000 posti di lavoro (su 14.000) a livello di gruppo, nell’ambito dei quali il sito veneziano (ormai ridotto ai minimi termini ristrutturazione dopo ristrutturazione) perderebbe 35 addetti su 80.

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TRATTATIVA “CLANDESTINA” E POI ACCORDO SEPARATO TRA FIM, UILM E ARTIGIANI

Lo denuncia la Fiom regionale che si riserva di adire alle vie legali.
I contenuti dell’intesa sono peggiorativi rispetto al contratto. Con deroghe sulla “flessibilità” le aziende possono “risparmiare” sugli straordinari nei periodi di picco produttivo e mangiarsi ferie, permessi e festività nei periodi di minore attività. Possono anche assumere più precari di quanto previsto da leggi e contratti e, se in situazioni di crisi, possono abbassare arbitrariamente condizioni economiche e normative dei lavoratori.
La quota di retribuzione “regionale”, già ridotta con una precedente intesa separata, viene mantenuta solo fino a marzo del prossimo anno. Ad aprile se ne ricontratterà l’utilizzo prevedendo che una parte sia destinata al fondo di previdenza integrativa senza obbligo per le imprese di conferire propria la quota.

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