SANITÀ: FIRMATA LA PRE-INTESA PER IL CONTRATT0 2016-2018

Firmata la pre-intesa per il rinnovo del contratto nazionale della Sanità pubblica (2016-2018) per i 550 mila lavoratori del comparto.
“Dopo circa 10 anni di scioperi, mobilitazioni e iniziative, spesso da soli come Fp Cgil, oggi arriva un primo risultato. Il terzo tassello per ricomporre il quadro del lavoro pubblico, dopo il rinnovo del contratto delle Funzioni centrali e delle Funzioni locali”, afferma la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino.

 In vista del rinnovo di questo contratto, fa sapere la segretaria della Fp, “abbiamo deciso, dopo la mobilitazione del 5 febbraio, di presidiare il tavolo del contratto nazionale della Sanità pubblica perché si arrivasse ad un contratto che traccia la strada verso l’innovazione. Tra il testo in entrata consegnato da Aran e quello emendato da noi abbiamo ottenuto sostanziali miglioramenti”.
Nel merito, come spiega una nota della Fp, “è stato raggiunto l’obiettivo di erogare per il 2018 aumenti retributivi fino a 95 euro mensili. Inoltre, arriveranno gli arretrati del 2016 e 2017 e ripartirà la contrattazione per il trattamento accessorio”.

Diversi i punti interessanti: “è stato realizzato – dice la Fp Cgil – un avanzamento complessivo degli istituti dei rapporti di lavoro (permessi, congedi, ferie, malattie, ecc); sono previsti 91 euro pro capite per incrementare i fondi della produttività e rivalutare le indennità a seguito della contrattazione integrativa (a partire da notturno, pronta disponibilità e festivo); sono garantiti fino a 15 minuti di tempo di vestizione, innalzabili in contrattazione aziendale. Su assunzioni, formazione, risorse aggiuntive e riorganizzazioni si apre un confronto regionale vero: più spazio per incidere dove si decide; niente deroghe sui riposi, rispettato l’orario di lavoro; estensione, da subito, del sistema indennitario agli operatori socio-sanitari e agli assistenti sociali; più ruolo alle Rsu: potenziata la contrattazione decentrata e semplificati i fondi per la contrattazione; entro luglio un nuovo sistema di classificazione; un nuovo sistema di incarichi di coordinamento, organizzativi, professionali e di formazione per valorizzare quelli esistenti e offrire opportunità; infine, escluso il Jobs Act, a partire dal mantenimento dell’articolo 18, ed eliminata la legge Brunetta”.

Tirando le fila, osserva Sorrentino, “anche in questo caso mettiamo insieme tre punti cruciali: salario, diritti e contrattazione. Chiudiamo questi dieci anni di attesa, arrivando a un’intesa che produce avanzamenti e ci mette nelle condizioni migliori di guardare da subito al prossimo rinnovo contrattuale 2019-2021.”

Quanto al tema delle politiche per la sanità, Sorrentino ricorda che “prosegue la campagna per le stabilizzazioni del personale precario e quella a sostegno di un piano straordinario per l’occupazione nel settore. Il contratto, che contiene anche un nuovo modello di relazioni sindacali, consentirà ai sindacati e alle Rsu di accompagnare i processi di riorganizzazione aziendale e organizzativa in sanità”.  Anche in queste ore, continua la dirigente sindacale, “abbiamo sollevato il problema di finanziare adeguatamente il Fondo sanitario nazionale, sia per dare più risorse alla contrattazione e ai trattamenti economici dei lavoratori, sia per difendere e potenziare il Sistema nazionale pubblico oramai al collasso. Salute è un diritto fondamentale, sanità è servizio essenziale, per questo va garantita universalità d’accesso ai cittadini e qualità del lavoro attraverso crescita e riconoscimento professionale dei lavoratori del comparto”.

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