RIFORMA DELLE IPAB ANCORA AL PALO. IL SINDACATO SOLLECITA LA REGIONE

“Il Veneto, unica regione in Italia, non ha ancora legiferato sulla riorganizzazione delle Ipab, creando una situazione di stallo in un settore fondamentale per far fronte ad un bisogno sociale di primaria importanza. Proprio nella regione in cui si parla così tanto di autonomia, un progetto di legge su una materia di totale competenza regionale dopo due anni è ancora sulla carta”. Lo ha detto il Segretario Generale della Cgil del Veneto, Christian Ferrari, a proposito della riforma delle Ipab di cui Cgil Cisl Uil chiedono la rapida calendarizzazione in Consiglio regionale, oltre alla ripresa immediata del confronto con il sindacato per affrontare alcune questioni di merito, a partire dal potenziamento del sistema delle Ipab e dalla difesa del loro carattere pubblico.

Con una lettera inviata al Presidente della Regione ed all’Assessore ai Servizi Sociali, Cgil Cisl Uil indicano le principali criticità venutesi man mano a creare in un settore dove dal 2001 ad oggi si sono susseguiti 12 progetti di legge senza mai approdare ad una normativa al passo con i cambiamenti e con la nuova domanda di servizi. L’ultimo disegno di legge (il numero 25) è del giugno 2015, ma secondo Cgil Cisl Uil occorre intervenire su più fronti: dalle rette, al personale, fino alla rimodulazione dell’Irap che oggi avvantaggia le strutture private a discapito di quelle pubbliche e che nell’ultimo periodo ha indotto processi di privatizzazione.

In particolare, Cgil Cisl Uil sostengono: il mantenimento del carattere pubblico delle Ipab; la loro trasformazione in centri di servizio multifunzionali per rafforzare l’integrazione socio-sanitaria e la filiera dell’assistenza; l’equiparazione dei costi (a partire dall’Irap) tra strutture pubbliche e private; una distribuzione più omogenea sul territorio delle impegnative di residenzialità; la ridefinizione ed una maggiore omogeneità del sistema delle rette finalizzata a ridurre l’incidenza dei costi sull’utenza; un incremento degli organici; l’ applicazione in tutte le strutture accreditate dei contratti nazionali sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative al fine di evitare forme di dumping; lo stop ad interpretazioni forzate della normativa contrattuale e a pretese di restituzioni di erogazioni pregresse da parte dei lavoratori.

Volantino
Lettera inviata alla Regione