RICHIESTA DI CERTIFICATI PER I BUONI LIBRO: DISCRIMINAZIONE INACCETTABILE

“No ad atteggiamenti discriminatori, per giunta a danno dei minori, che non fanno parte della nostra storia. Giù le mani dai bambini e dalla scuola!” Lo dice Christian Ferrari, Segretario generale della Cgil del Veneto, a fronte della richiesta da parte della Regione Veneto ai cittadini stranieri di un certificato sul possesso di immobili all’estero per usufruire dei buoni libro.

Questa la sua dichiarazione:
“Chiedere da parte della Regione Veneto certificazioni aggiuntive, spesso impossibili da ottenere dai Paesi di origine, alle famiglie di cittadini migranti per poter usufruire del buono libri destinati ai loro figli ha un unico obbiettivo: discriminare i tantissimi lavoratori stranieri che contribuiscono in maniera decisiva alla crescita economica della nostra Regione. E farlo nel modo peggiore, prendendosela con i bambini, mettendo in discussione il loro diritto allo studio, un diritto fondamentale per garantire integrazione e per costruire una società coesa e sicura.
A tutti coloro che intendono – attraverso iniziative come questa – cavalcare e alimentare atteggiamenti di divisione e di discriminazione, noi diciamo in maniera ferma: giù le mani dai bambini e dalla scuola.
Proprio quella scuola che rappresenta una realtà in cui il Veneto ha saputo – al di là della peggior propaganda politica – costruire e sviluppare nel tempo uno dei modelli più avanzati e positivi di integrazione e coesione del nostro Paese.
Non ha quindi alcun senso, oltre ad essere controproducente, scimmiottare scelte assurde e inaccettabili come quelle del Comune di Lodi, che hanno trovato una risposta formidabile da parte dei tantissimi cittadini che hanno sottoscritto la raccolta fondi per far tornare in mensa i bimbi migranti. Perfino questa definizione è sbagliata, perché i bambini non fanno questo tipo di distinzioni. Se entri in una classe multietnica e chiedi ai bambini italiani se ci sono tra i loro compagni bambini stranieri, ti rispondono di no, perché nessuno dei loro amici è per loro straniero, a meno che non abbiano sentito in famiglia discorsi sbagliati.
C’è un pessimo clima nel Paese, la vicenda di Riace è da questo punto di vista emblematica. Distruggere un modello di integrazione e di convivenza, producendo il doppio danno di mettere in difficoltà famiglie (e anche in quel caso bambini) che hanno finalmente trovato la possibilità di vivere dignitosamente, e desertificate un piccolo Paese, come ce ne sono migliaia di altri nel nostro Meridione, che invece ha saputo rinascere. Anche qui una domanda: meglio Comuni fantasma, disabitati, che la presenza di migranti che portano nuove energie e nuova vitalità?
La Cgil contrasterà con tutte le sue energie questa deriva: in Veneto, a Lodi, a Riace, sulla banchina dove era sequestrata la nave Diciotti, dovunque ci sarà il rischio della violazione dei valori della nostra Costituzione, dei diritti umani, dei principi su cui si basa la nostra convivenza.
Lo farà perché è giusto, lo farà perché è utile per tutti, per i cittadini italiani, per i cittadini stranieri, per il nostro sistema economico, per la nostra tenuta sociale”.

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