REFERENDUM VENETO: DOVE CI PORTA?

È fissato per il 22 ottobre il referendum del Veneto (oltre che della Lombardia) con il quale si pone il seguente quesito: “vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?”.

Il costo della consultazione sarà di 14 milioni derivati dal bilancio regionale ed il referendum assume a riferimento giuridico l’articolo 116 della Costituzione che prevede che le Regioni a statuto ordinario possano acquisire una maggiore autonomia sulle materie di legislazione concorrente: materie sulle quali, cioè, le Regioni hanno già potestà legislativa tranne che per la determinazione dei principi fondamentali, riservati allo Stato.Riguardano: rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale.

Inoltre l’articolo 116 della Costituzione contempla quali possibili materie transitabili alla legislazione regionale le norme generali sull’istruzione, la tutela dell’ambiente e dei beni culturali e la giustizia di pace sulle quali lo Stato ha attualmente competenza esclusiva.

Un’eventuale vittoria del “sì” al referendum non comporterebbe automaticamente nessuna conseguenza concreta ma sarebbe solo un pronunciamento politico.
Infatti, per attribuire più competenze alla Regione Veneto è necessaria una legge nazionale, approvata dal Parlamento a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di un’intesa tra lo Stato e la Regione.
Il percorso per una maggiore autonomia al Veneto deve dunque passare necessariamente per un negoziato con il Governo, a prescindere da qualsiasi referendum (che si faccia o meno).

Ma quali sono gli scenari che si aprono? E, nel merito, cosa cambierebbe?
Su questa partita la Cgil del Veneto, assieme a quella della Lombardia, ha avviato un approfondimento con un seminario a Verona, svoltosi il 14 luglio.

In attesa di disporre di tutte le comunicazioni presentate in quella sede, riportiamo intanto in allegato la relazione introduttiva svolta da Paolo Righetti, Segretario regionale della Cgil veneta che affronta questi temi.

La relazione di Righetti – Segretario CGIL Veneto

Con le parole chiave , , , , . Aggiungi ai preferiti : permalink.

I commenti sono disattivati