PRESIDIO A VICENZA PER LA PACE

Con un presidio il 6 aprile in piazza dei Signori, davanti alla Loggia del Capitaniato, sede del consiglio comunale, Cgil Cisl, Uil di Vicenza hanno sollecitato l’Onu e la Comunità internazionale a dare una risposta forte e concreta per fermare il massacro in Siria, ricercando nuovi sentieri di negoziato e dialogo.

“Ci sono 25 minori e 16 donne tra i 74 civili morti per soffocamento da armi chimiche”, scrivono Cgil Cisl Uil di Vicenza, che continuano: “nell’attacco compiuto martedì nella Siria centro-settentrionale, con presunte sostanze chimiche, si è manifestato il peggiore attacco dal 2013 contro la popolazione civile e l’ultimo, terribile affronto all’umanità.
Con la bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu elaborata da USA, Francia e Gran Bretagna, si è condannato l’attacco chimico di ieri, chiedendo al presidente siriano Bashar al Assad di “cooperare pienamente all’inchiesta su quanto avvenuto”.

Come CGIL CISL UIL di Vicenza assistiamo inorriditi agli ultimi eventi in Siria e vogliamo, condividendo lo stesso appello del Papa, gridare alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche affinché cessi questa tragedia e si rechi sollievo alla popolazione siriana, dove continuano ad essere uccise decine di persone inermi.
Tutto il movimento sindacale deplora questa ennesima tragedia che fa inorridire le lavoratrici ed i lavoratori tutti, impegnati a contrastare la violenza sui civili, le ingiustizie, il terrorismo e le guerre in ogni loro espressione.
Non ci sono figli di Assad e dei ribelli, ci sono i figli di questa storia, di questa umanità che rappresentano il bene più grande da custodire ed amare.
Se sarà confermato l’impiego di gas nervino contro i civili significherebbe che il regime siriano, violando gli accordi internazionali, ha conservato parte del suo arsenale chimico e non esita a farne uso.

L’appello di CGIL CISL UIL di Vicenza va quindi alla Comunità europea ed internazionale affiché pongano fine a questo calvario, ricercando le vie politiche e diplomatiche per creare le condizioni di sicurezza nelle aree del medio-oriente e per fermare queste atrocità, ricercando nuovi sentieri di negoziato e di dialogo”.