PFAS: per la tutela della salute di lavoratori e popolazione coinvolta

Comunicato delle Segreterie CGIL CISL UIL e FILCTEM FEMCA UILTEC del Veneto e Vicenza

Si è svolto lo scorso 17 maggio l’incontro tra Cgil Cisl Uil Vicenza e Veneto, le rispettive categorie dei chimici e la Rsu della ditta Miteni, (oggi in procedura fallimentare) e l’Assessore alla sanità della Regione del Veneto Manuela Lanzarin, affiancata dai dirigenti dott.ssa Russo e dal dott. Mongillo.
L’incontro, da noi richiesto già nel mese di dicembre 2018 e poi più volte sollecitato, è avvenuto a Palazzo Balbi a Venezia, è durato 2 ore ed ha permesso di affrontare il tema della salute della popolazione contaminata da sostanze Pfas e della tutela sanitaria di tutti i lavoratori, dipendenti ed ex dipendenti della ditta Miteni e delle ditte esterne presenti nello stabilimento di Trissino (circa 500 persone) che pur in misura diversa sono stati esposti e quindi contaminati da sostanze Pfas e Gen X.

Sul primo tema come Sindacati confederali abbiamo chiesto in modo chiaro che vengano estese alle popolazioni contaminate dei comuni della zona arancio, le stesse misure adottate nei confronti di quelle dei comuni della zona rossa.

Sul secondo tema abbiamo chiesto:
– garanzie sulla custodia dei dati storici relativi alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori Rimar/Miteni come previsto dal Dgls 81;
– che si riprenda la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, con ulteriori esami e controlli, interrotta dopo il fallimento dell’azienda;
– che la Regione finanzi ulteriori ricerche, dopo quelle già effettuate, per comprendere le correlazioni tra esposizione e contaminazione di sostanze Pfas con patologie che la letteratura scientifica disponibile individua come correlate. Non ci sono al mondo persone con valori Pfas nel siero come quelli dei lavoratori della Miteni.

Infine, nel caso fossero individuate terapie idonee alla riduzione delle concentrazioni di sostanze Pfas nel sangue, abbiamo chiesto che queste vengano messe a disposizione dei lavoratori.
Sui temi riguardanti i lavoratori ci hanno assicurato che la sorveglianza sanitaria riprenderà dal prossimo mese di giugno; e che valuteranno la nostra richiesta di nuovi studi, che condividono essere motivata.

In conclusione, riteniamo l’incontro positivo per aver fatto chiarezza su aspetti rilevanti che attengono la tutela dei lavoratori e delle popolazioni, ma ci aspettiamo che la Regione deliberi al più presto l’accoglimento in ordine alla popolazione della zona arancio e rispetto ulteriori ricerche richieste, le riteniamo indispensabili per affrontare una problematica che accompagnerà la vita delle persone contaminate negli anni a venire”.