NON SI SCOMMETTA SULLA PRECARIETÀ

Christian Ferrari, Segretario generale della Cgil del Veneto interviene sul Decreto Dignità rispondendo al Presidente Zaia e agli imprenditori veneti. “Non si scommetta – dice- sulla precarietà” e la politica punti su altri terreni per una crescita di qualità anziché  “assecondare egoismi autolesionistici”.

Questo l’intervento di Ferrari:
“Basta parlare con le persone, conoscerne le condizioni materiali, ascoltare le loro paure e le loro speranze per rendersi conto di quanto la prima preoccupazione in cima ai pensieri di fasce sempre più larghe di popolazione sia la precarietà del lavoro.
Lo rilevano con puntualità tutti gli istituti demoscopici: la larga maggioranza dei cittadini italiani teme di perdere la propria occupazione, buona parte ritiene il contratto a tempo indeterminato un obiettivo indispensabile per tornare a sperare nel futuro.
Una condizione questa che riguarda anche il Veneto, che nel 2016 segnava il record nell’utilizzo di voucher (oltre 17 milioni di buoni lavoro), che presenta tuttora un’altissima incidenza di contratti flessibili e a termine, che vede migliaia di giovani costretti ogni anno ad emigrare per trovare un lavoro dignitoso ed esprimere il loro talento.
Stiamo parlando tra l’altro della Regione che detiene – e non è certo un dettaglio – il tristissimo primato nazionale delle morti sul lavoro, oltre 40 dall’inizio dell’anno; fenomeno certamente aggravato anche dall’instabilità dei rapporti di lavoro.

Di fronte a questo stato di cose, gli imprenditori veneti si stanno dimostrando, particolarmente in questi giorni, totalmente sordi e per nulla intenzionati a farsi carico dei problemi che il mondo del lavoro vive quotidianamente da troppo tempo.
Lo dimostrano, senza ombra di dubbio, le grida di allarme lanciate nei confronti di un provvedimento – il cosiddetto decreto dignità – dai contenuti poco più che simbolici (e per quanto ci riguarda assolutamente insufficienti) rispetto ai processi di precarizzazione del lavoro che proseguono incontrastati da ormai due decenni.
Non solo si denunciano rischi inesistenti sulle conseguenze di queste misure, ma si arriva ad invocare il rilancio dei voucher – il lavoro “usa e getta” – con l’unico vero obiettivo di decontrattualizzare il lavoro stagionale per abbattere costi, tasse e contributi a spese dei lavoratori e delle stesse casse dello Stato.

Purtroppo anche il Presidente Zaia ha deciso di assecondare questo atteggiamento, anziché chiedere un salto di qualità al mondo produttivo veneto, indicando le vere priorità.
A partire dal tema drammatico degli incidenti sul lavoro, sul quale abbiamo sottoscritto un importante patto con la Regione Veneto, ma che senza la collaborazione delle imprese non produrrà quella svolta indispensabile per continuare a definirci una Regione civile, dove non si continua a morire nei posti di lavoro.

Caro Presidente, noi crediamo che nella fase che stiamo attraversando occorre il coraggio per sfidare tutta la società – e in particolare proprio chi detiene il potere economico – a rimettere al centro la qualità dello sviluppo e i diritti delle persone che lavorano, in particolare per le nuove generazioni.
Immaginare di consolidare la ripresa continuando a scommettere sulla svalutazione del lavoro, sui bassi salari, sulla precarietà dei contratti è davvero miope e la crisi economica che abbiamo, solo parzialmente, alle spalle sta ancora lì a dimostrarlo chiaramente.

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