MORTO OPERAIO DELLE ACCIAIERIE. SULLA SICUREZZA VENGANO ATTI CONCRETI

Nella notte del 6 giugno è morto Sergiu Todita, operaio di acciaierie venete colpito assieme ad altri 4 lavoratori da una colata di acciaio fuso.
Profondo il cordoglio della Cgil regionale, espresso in un messaggio del Segretario Generale, Christian Ferrari.
Purtroppo la strage continua; solo un giorno prima sono avvenuti altri due incidenti gravi nell’edilizia, mentre la tragedia è stata sfiorata alla Simar di Marghera con la fuoriuscita di zinco fuso che ha causato un principio di incendio. Stessa dinamica e stessa pericolosità di quanto avvenuto il 28 maggio all’ex Alcoa di Fusina.
Tutto ciò, dice Ferrari, rende ancor più urgenti le risposte, a partire dal tavolo aperto in Regione: occorrono risultati entro giugno.

“Ieri – scrive Christian Ferrari – altri 3 incidenti sul lavoro: uno per fortuna senza conseguenze a Porto Marghera, dove in una fonderia una colata di zinco fuso è sfuggita dal forno causando un principio di incendio; in cantieri a Marcon e a Vazzola due lavoratori caduti con gravi conseguenze fisiche. Oggi la morte di Sergiu Todita, ricoverato a Cesena in seguito all’incidente drammatico delle Acciaierie Venete di Padova.
La Cgil del Veneto si stringe innanzitutto alla famiglia di Sergiu e si augura che i feriti di ieri possano rimettersi quanto prima.
La strage dunque continua, apparentemente inarrestabile. E non potrebbe essere altrimenti senza che fatti concreti intervengano a cambiare drasticamente le cose.
Il tavolo per la sicurezza istituito in Regione prosegue il suo lavoro, ma quanto sta accadendo rende ancora più urgenti provvedimenti e risposte inderogabili per garantire la sicurezza dei lavoratori e la salubrità dei posti di lavoro in Veneto.
Servono risposte concrete e servono subito, al massimo entro il mese di giugno. Tutte le Istituzioni, a cominciare dal Presidente Zaia, e le parti datoriali hanno assunto impegni solenni in tal senso. Il tempo degli annunci è finito. Il Sindacato è al tavolo di confronto per produrre risultati reali, allo stesso tempo è pronto a rilanciare le iniziative di mobilitazione per interrompere questa interminabile scia di sangue”.

Cordoglio anche dai metalmeccanici del Veneto.
“Sergiu Todita, 40 anni, ha lottato fino alla fine ma si è dovuto arrendere alle gravissime ustioni riportate in quel tragico incidente sul lavoro – scrivono Fim Fiom Uilm regionali – Sergiu, che era un operaio esperto, dipendente delle Acciaierie Venete, lascia la moglie e la giovane figlia di 13 anni.
Un’altra vita spezzata sul luogo di lavoro, quella di Sergiu, che allunga drammaticamente la sequenza di incidenti mortali accaduti nella nostra regione dall’inizio dell’anno.
Una drammatica sequenza che occorre fermare al più presto dando seguito e gambe agli annunci fatti dalla Regione del Veneto subito dopo il grave incidente alle Acciaierie Venete.
Per questo occorre che il Governatore Zaia, gli Assessori al Lavoro e alla Sanità, diano corso con urgenza agli impegni presi con il sindacato per garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro: servono scelte concrete per aumentare le risorse economiche e gli organici degli Spisal, rafforzare i controlli e la vigilanza, introdurre le necessarie misure di prevenzione agli incidenti sul lavoro, contrastare l’illegalità diffusa presente nel sistema produttivo veneto.
In questo senso – chiedono i metalmeccanici – occorre riconvocare urgentemente sia il tavolo con Cgil Cisl e Uil che quello specifico sul settore metalmeccanico con Fim Fiom Uilm del Veneto per concordare rapidamente gli interventi da realizzare, i tempi di implementazione, le opportune verifiche sugli obiettivi da conseguire.
Ai familiari di Sergio Todita va il cordoglio e la solidarietà dei metalmeccanici del Veneto”.

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