MALTEMPO: RACCOLTA FONDI ANCHE PER GLI ARTIGIANI

Un protocollo per l’attivazione di un Fondo presso l’Ebav a favore delle popolazioni del Veneto colpite dal maltempo è stato sottoscritto il 29 novembre tra Confartigianato Imprese Veneto, Cna Veneto, Casartigiani Veneto e Cgil Cisl e Uil del Veneto. Sarà alimentato dai contributi versati in forma volontaria attraverso la devoluzione di una quota minima pro capite di € 5 da imprese e lavoratori aderenti e avrà lo scopo di rafforzare l’intervento dell’Ente, già attivato attraverso il “fondo calamità naturali” che prevede prestazioni a favore di imprese e loro dipendenti situati nei comuni interessati agli eventi del 29 e 30 ottobre scorsi.
Gli aderenti ad EBAV che potranno contribuire sono: 138.323 dipendenti e 30.682 imprese

“Particolarità di questa operazione – spiegano i firmatari – è che non si tratta di fondi raccolti in vista di futura progettazione ma di risorse che andranno ad aggiungersi a quelle messe a disposizione a pochi giorni dagli eventi per interventi già attivati e, quindi, immediatamente spendibili. Ad esempio, è possibile usarli per acquistare o far funzionare i gruppi elettrogeni che ancora oggi, e chissà per quanto tempo ancora, garantiscono l’energia elettrica alle attività produttive essendo l’alta e media tensione non ancora del tutto ripristinata. Un sostegno tangibile al territorio che manifesta la propensione di Ebav di essere a servizio della comunità”.

I contributi messi a disposizione sono così definiti:

  • per i dipendenti è possibile avere un contributo per i danni (stimati da un professionista) subiti alla propria abitazione e/o agli automezzi personali sino ad un massimo del 20% con un contributo che va da € 200 a € 5.000;
  • per le ditte sono finanziabili sino al 10% del loro valore (stimato da un professionista) con un contributo da € 500 a € 10.000 i danni per: la perdita merci magazzino a seguito allagamento; i costi sostenuti per generatori di corrente (acquisto, nolo e carburante); macchinari ed automezzi aziendali.

“Le quote raccolte – spiega ancora la nota – andranno ad incrementare il plafond a disposizione di Ebav che potrà valutare, sulla base del numero di domande presentate, anche la possibilità di incrementare la misura dei contributi. L’accordo prevede inoltre un secondo step legato all’effettivo utilizzo delle risorse raccolte. Nel caso di inutilizzo, o utilizzo parziale, i fondi accantonati ma non spesi saranno destinati, sulla base di una scelta concertata tra i firmatari dell’accordo e gli enti, le istituzioni e le parti sociali delle zone colpite, a favore di iniziative e progetti su base locale. Ciò avverrà comunque a giugno del prossimo anno quando sarà più facile individuare tali iniziative. Intanto la macchina organizzativa di Ebav è già pronta a raccogliere le richieste delle prestazioni di aziende e dipendenti”.

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