INDUSTRIA ALIMENTARE: IN ASSEMBLEA PER LA PIATTAFORMA

Ricambio generazionale, lavoratori in smart working, formazione continua per accrescere le competenze e riformulazione delle mansioni nell’Industria 4.0, ma anche più attenzione ai lavoratori terzi ed a quelli non stabili, comunque inquadrati. Il rinnovo del contratto dell’industria alimentare, un settore che non ha conosciuto crisi e soggetto a processi di innovazione, si muove tra il riconoscimento del lavoro più innovativo e qualificato e le tutele della parte più fragile e precaria dell’occupazione, nel tentativo di governare il lavoro in una realtà in crescita ed in mutamento.
Perché, con buona pace di chi teorizza il salario minimo, è solo attraverso i contratti che si definiscono, assieme alla retribuzione (205 euro la richiesta di aumento), le condizioni dello “stare” al lavoro, con tutte le implicazioni che ciò comporta in termini di orari, organizzazione, salute, normative, ecc.
Di questo si parlerà in una miriade di assemblee organizzate da Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil da metà marzo fino a maggio tra i lavoratori dell’industria alimentare di tutta la regione, chiamati a definire, a partire dalla propria esperienza e dalle proprie aspettative, la piattaforma contrattuale da presentare alle controparti. Il contributo che ci si aspetta sarà certamente interessante e porterà ad esplorare terreni per alcuni versi nuovi, visto che, ad esempio, è stata avanzata l’idea di avviare percorsi sperimentali di partecipazione dei lavoratori alle scelte strategiche delle imprese.

Per il Veneto, considerato il peso del settore alimentare (56 miliardi di euro di fatturato con una crescita più che tripla rispetto all’andamento del Pil ed un valore aggiunto per addetto vicino ai 70.000 euro) la vicenda contrattuale degli alimentaristi rappresenta un banco di prova significativo circa la capacità del sindacato di misurarsi con le trasformazioni e le loro implicazioni sul lavoro, dando nuova linfa alle materie della contrattazione.
“In questi giorni – dichiarano Zanin della Fai Cisl Veneto, Gambillara della Flai Cgil Veneto e Bozzini della Uila Uil Veneto – inizia un percorso che vede coinvolti migliaia di lavoratori della nostra regione in un confronto democratico e partecipativo che vedrà le R.S.U. in un crescente coinvolgimento attivo nella contrattazione. Sono previste assemblee di consultazione tra i lavoratori in tutti i luoghi di lavoro, che esprimeranno le proprie valutazioni ed eventuali emendamenti alla bozza di piattaforma, in vista dell’approvazione conclusiva a maggio 2019”.
I segretari di Fai, Flai, Uila sottolineano come “queste piattaforme, intendano incrementare le tutele, migliorare le condizioni di vita e di lavoro e redistribuire adeguatamente la ricchezza che in questi anni è stata prodotta.
Fai, Flai e Uila Veneto con le proprie strutture territoriali – aggiungono – porteranno avanti con determinazione questi rinnovi contrattuali, convinti che troveranno largo consenso tra i lavoratori del settore”.

Di seguito il comunicato stampa di Fai Flai Uila sui contenuti per la bozza di piattaforma

Fai, Flai e Uila hanno presentato e approvato all’unanimità a Roma, il 14 febbraio, l’ipotesi di piattaforma per i rinnovi dei Ccnl industria e cooperazione alimentare che interessano oltre 450 mila lavoratrici e lavoratori in Italia, per i quali è stato chiesto un aumento salariale di 205 euro nel quadriennio. Si avvierà ora la fase di consultazione in tutti i luoghi di lavoro per arrivare, a maggio, alla loro approvazione e all’avvio dei negoziati con le controparti.
Oltre a salario e welfare, le piattaforme affrontano i temi delle relazioni industriali, dell’organizzazione del lavoro e dello sviluppo professionale, della formazione, del mercato del lavoro e occupazione, dell’orario, della staffetta generazionale e della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per quanto riguarda le relazioni industriali, Fai, Flai e Uila, chiedono l’avvio di percorsi sperimentali volti a introdurre forme di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alle scelte strategiche delle imprese e di prevedere tutele adeguate in caso di cambio d’appalto. Inoltre, ritenendo le aziende alimentari vere e proprie “comunità di sito”, le piattaforme chiedono di affermare pari diritti e tutele per tutti le lavoratrici e i lavoratori che svolgono la loro attività all’interno del perimetro aziendale.

Sull’organizzazione del lavoro, Fai, Flai e Uila, viste le innovazioni dovute a Impresa 4.0, chiedono di aggiornare l’attuale sistema classificatorio in modo da adattarlo alle mutate mansioni. Sempre in quest’ottica, le piattaforme dedicano ampio spazio al tema delle competenze, affermando il diritto soggettivo alla formazione e proponendo almeno 8 ore di formazione continua annua per tutto il personale. L’ampliamento a tutte le forme di contratti a termine del diritto di precedenza è, invece, la principale rivendicazione sindacale in tema di mercato del lavoro alla quale si affianca l’esigenza di favorire il ricambio generazionale attraverso la definizione di accordi quadro che incentivino tali processi. Per quanto attiene all’orario di lavoro, inoltre, le piattaforme chiedono, da un lato, una sua riduzione per chi è impiegato in turnazioni a forte flessibilità e, dall’altro, di normare contrattualmente il diritto alla disconnessione per le lavoratrici e i lavoratori in smart working e telelavoro.

Particolare attenzione è stata poi dedicata al tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Da questo punto di vista, le categorie del settore chiedono, tra l’altro, di incrementare di 8 ore mensili le agibilità sindacali degli RLS e di istituire una giornata dedicata a questa importante materia.

Inoltre, per quanto attiene alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, Fai, Flai e Uila propongono 16 ore di permesso retribuito per assistere i figli in caso di malattia, di prolungare fino a un massimo di 24 mesi l’astensione dal lavoro notturno per le lavoratrici madri e 15 giorni di permesso retribuito per il padre in occasione della nascita del figlio. 

Infine, le piattaforme propongono di potenziare il sistema di assistenza sanitaria integrativa, previdenza complementare, assistenza alla maternità e assicurazione in caso di decesso sui luoghi di lavoro.
Fai, Flai e Uila, con queste piattaforme, intendono incrementare le tutele, migliorare le condizioni di vita e di lavoro e redistribuire adeguatamente la ricchezza che in questi anni è stata prodotta. Fai, Flai e Uila porteranno avanti con determinazione le loro proposte, convinti che esse troveranno largo consenso tra le lavoratrici e i lavoratori del settore.