IL SENSO DELLA PARTECIPAZIONE DELLA CGIL ALLA MARCIA DEGLI SCALZI

In un intervento sul Corriere del Veneto, la Segretaria Generale della Cgil regionale, Elena Di Gregorio, spiega le ragioni della solidarietà verso i migranti e il valore dell’accoglienza.

I volontari austriaci che vanno incontro ai migranti sfiniti dalla lunga marcia per le strade dell’Ungheria, i pescatori siciliani che continuano a salvare naufraghi imbarcati sui barconi dalla Libia, la Germania che si apre – in modo fino a ieri imprevisto – sull’accoglienza stanno riempiendo in questi giorni le nostre cronache sovrapponendosi all’immagine terribile e commovente del corpicino di Aylan, raccolto senza vita sulla spiaggia di Bodrum.

Dall’altra parte, mentre privati cittadini, parrocchie, Comuni spalancano le proprie porte, assistiamo all’insopportabile brusio di tanti, troppi Sindaci che lanciano proclami contro l’accoglienza dei migranti, che rifiutano di fare il proprio dovere di amministratori preferendo sovrapporre la casacca di partito a quella di primo cittadino, che si lanciano in ipocrite distinzioni “profughi sì, migranti economici no”, come se le procedure di riconoscimento non fossero una cosa complessa e comunque come se l’ondata inarrestabile di gente in cerca di cibo e di riscatto e pronta per questo anche a morire si possa bloccare con qualche foglio di carta bollata.

E’ surreale vedere chi si sofferma a guardare l’ombelico di casa propria davanti ad un fenomeno epocale. Un fenomeno che va affrontato in primo luogo con le armi della solidarietà internazionale, dei piani di sviluppo, della pacificazione e di un progetto politico di respiro che avvicini di più l’Europa alla sponda meridionale del Mediterraneo.

Un fenomeno che nei nostri territori si può governare solo con l’umanità e l’accoglienza, non certo con gli steccati e la burocrazia.

Per quanto ci riguarda, come Cgil sentiamo il dovere di impegnarci in una grande operazione culturale che dia un rinnovato vigore ai valori della solidarietà ed al senso di appartenenza ad un mondo comune che si sono offuscati nel ripiegamento individualista degli ultimi decenni.

Per questo parteciperò assieme a tante donne e uomini della Cgil alla “marcia degli scalzi” in programma per venerdì 11 settembre al Lido di Venezia, certa che il nostro messaggio non si arenerà sulla spiaggia di fronte alla Mostra del Cinema ma prenderà le tante strade di chi vorrà ascoltarlo e farlo proprio.

Occorre assumere l’idea che una quota vastissima della popolazione mondiale è in cammino e che il fenomeno migratorio porterà ossigeno e linfa vitale alle nostre società, sempre più vecchie, dove – come nel Veneto – la media è di 1,4 figli per ogni coppia e dove quasi un nuovo nato su 4 è di madre straniera.

Magari i Sindaci del “no” non si preoccupano di questo, preferendo cullarsi negli slogan del “noi” e “loro” e tenendo “ognuno a casa propria”. Ma così distruggerebbero non solo il nostro futuro economico e sociale, ma anche la nostra stessa capacità di rinnovamento culturale che è fatto di contaminazioni, di scambi, di sintesi originali e fermenti nuovi.

Per non ingessarci, per non morire diventando una società sempre più vecchia e chiusa dobbiamo guardare al mondo: non sugli schermi, ma a casa nostra, nel vivo delle nostre vite e nella salvezza dall’invecchiamento che ci deriva da una rinnovata sensibilità umana e capacità di relazione.

Elena di Gregorio, Segretaria Generale della Cgil del Veneto