Il lavoro agile entra all’Inps Veneto

Dopo il recente nuovo accordo sul telelavoro, il cui iter sta per essere concluso con la imminente pubblicazione delle graduatorie di coloro che potranno beneficiare, un nuovo istituto contrattuale sta per concretizzarsi in INPS del Veneto: il lavoro agile o smart working.
“Si tratta – spiega Assunta Motta, della Fp Cgil regionale – di un istituto contrattuale che rappresenta un’evoluzione dei tradizionali modelli organizzativi aziendali e impone un cambio di modello culturale, va ad incrementare il benessere dei lavoratori, a migliorare il clima a aziendale, ottimizzando le risorse che non richiedono una presenza fisica costante in ufficio e le cui attività possono essere svolte a distanza.  In quest’ottica si va incontro alle necessità dei lavoratori di conciliare occupazione e famiglia modernizzando il sistema amministrativo pubblico dove proprio le PA sono chiamate a introdurre nuove modalità basate su flessibilità e valutazione per obiettivi.
Nel mondo del privato, dove il lavoro agile è già molto diffuso, indagini hanno dimostrato che si tratta una positiva soluzione conciliativa.
Il 18 settembre. in sede regionale INPS si è conclusa una trattativa non semplice in quanto, dalla bozza iniziale proposta dall’amministrazione, la preminenza della discrezionalità del dirigente erano determinanti per la concessione del lavoro agile al richiedente, come CGIL FP Veneto abbiamo fortemente voluto inserire alcune clausole per inserire chiarezza, oggettività, maggiori opportunità e salvaguardia del diritto”.

Questi i punti salienti dell’intesa:

  • si tratta di una importante moderna e positiva novità, già applicata in molte realtà, che finalmente potrà trovare la sua applicazione anche in INPS per un numero abbastanza consistente di lavoratori: 212 su 1514 lavoratori in servizio pari al 14%;
  • inizialmente, per il primo periodo, sarà avviato in fase sperimentale e, dopo una verifica complessiva congiunta, al tavolo sindacale sui numeri e sul raggiungimento di obiettivi, sarà definitivamente consolidato;
  • per cercare di rendere più chiara possibile la concessione, per non lasciare margini di discrezionalità al dirigente di riferimento, nell’accordo sono stabilite: 
  • le quote per ogni sede (come per il telelavoro); 
  • i criteri di assegnazione (pur definiti sommariamente dalla normativa vigente) qui indicano anche l’eventuale priorità, in caso di richieste superiori alla capienza prevista;
  • anche i lavoratori attualmente in part time potranno presentare istanza e solo in caso di accoglimento decideranno a quale istituto aderire (mantenimento part time o lavoro agile)
  • L’eventuale diniego dovrà essere formalmente motivato.

“Ora – spiega Motta – l’iter prevede, come per il telelavoro, l’approvazione da parte degli Uffici centrali dell’Istituto che si presume possa concludersi in circa 40gg; dopodiché si potrà partire con le richieste da parte degli interessati e a seguire il concreto avvio della sperimentazione che si presume possa avvenire per fine anno.
Si tratta un primo accordo, tra i pochissimi nell’ambito della PA, l’importante era recepire nel modo più trasparente possibile questo istituto contrattuale, valutarne l’impatto e come sempre #CiSiamo e ci attrezzeremo per migliorarlo”.

Vedi il comunicato