Il dramma Safilo racchiuso in una tristissima frase: cosa dirò ai miei figli a natale?

Niente Natale quest’anno per questi lavoratori Safilo. La Cgil del Veneto ha voluto esserci, oggi, allo sciopero contro la decisione di mandare a casa 700 lavoratori, 400 soltanto a Longarone, in nome di un nuovo piano industriale che, in tandem con la digitalizzazione, porterà all’azienda nuovi profitti, lasciando sulla strada centinaia di famiglie. Un comportamento da macelleria sociale che non accettiamo.

Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil:
“Dato il carattere nazionale della vertenza, che interessa le regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, e visto l’elevato numero di esuberi, che avranno ricadute devastanti sui territori interessati, riteniamo necessario l’intervento del ministero dello Sviluppo economico.
L’azienda, a fronte di iniziative tese a recuperare attività nei siti produttivi italiani, ha comunicato una perdita di volumi pari al 50%. Poiché nel mercato non esistono licenze che possano sostituire la produzione dei marchi che stanno uscendo, ci ha presentato un piano industriale che prevedrebbe una pesantissima riduzione di personale e la chiusura del sito produttivo di Martignacco.
Pur prendendo atto di una importante situazione di difficoltà che mette a rischio la sopravvivenza della stessa Safilo, ribadiamo che non è possibile che siano sempre i lavoratori a pagare il conto di scelte e strategie inadeguate; pertanto abbiamo richiesto di bloccare qualsiasi procedura per dare inizio a un confronto sulla situazione generale del gruppo e individuare strumenti e azioni che tutelino i lavoratori dichiarati in esubero, coinvolgendo tutte le istituzioni e i ministeri competenti”.