FONDAZIONE DI VITTORIO: DONNE SVANTAGGIATE SUL LAVORO

Il lavoro delle donne in Italia continua ad essere caratterizzato da segregazione occupazionale, impieghi poco qualificati, gap salariale e sottoccupazione, soprattutto nel mezzogiorno. La fotografia è contenuta in un rapporto della Fondazione Di Vittorio che prende in esame le caratteristiche dell’occupazione femminile in Italia e pubblicato in occasione della giornata internazionale della donna.

“Nonostante la crescita della percentuale delle donne occupate – commenta la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti – il gap tra il tasso di occupazione maschile (67,1%) e femminile (48,9%) resta di oltre 18 punti, conferendo all’Italia la maglia nera tra gli stati dell’Unione europea insieme alla Grecia e inferiore solo a Malta. La forbice si allarga tra Centro-Nord e Sud del Paese: nel Mezzogiorno sfiora il 25% contro circa il 15% del resto della penisola”.
Inoltre le donne italiane risultano svantaggiate anche sul fronte della qualità e delle tipologie di occupazione. “Per quanto riguarda la prima – dice Scacchetti – vi è un’incidenza maggiore del lavoro a termine e del ricorso al part-time (nel 2016 34% contro l’8,6% per gli uomini), specie involontario”. Per la seconda, “colpisce lo sbilanciamento tra i lavoratori e le lavoratrici indipendenti con la quota femminile ferma al 31%, e il livello da un lato di segregazione di genere e dall’altro di prevalenza di genere raggiunto in determinati gruppi socio-professionali: se, infatti, tra gli operai dell’industria e nella fascia alta di imprenditori e dirigenti le donne si attestano al 13,5% e al 26,7%, nell’assistenza alle persone e nei lavori non qualificati dei servizi, la quota raggiunta è pari all’88,2% e al 77,6%”.
Infine, il differenziale di genere si traduce anche in termini di reddito da lavoro: “nel 2014 (ultimi dati disponibili) il reddito guadagnato dalle donne è in media del 24% inferiore agli uomini (14.482 rispetto a 19.110 euro)”.

Il quadro delineato dalla Fondazione di Vittorio per Scacchetti rende urgente “favorire lo sviluppo e la crescita professionale delle donne in tutti i settori e in tutte le professioni perché decisivi per la crescita, in termini di Pil e di benessere complessivo della società. Il lavoro inoltre è la principale ‘arma’ di contrasto alla violenza delle donne. Per questo, come ieri e per domani, la Cgil continuerà a battersi”.

Il rapporto della Fondazione Di Vittorio

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