ESPLOSIONE ALLA STAZIONE DI BELLUNO: SOTTO ACCUSA IL SISTEMA DEGLI APPALTI

Un nuovo grave infortunio sul lavoro è accaduto a Belluno dove 3 operai, impiegati in una ditta di appalto nella manutenzione dei binari ferroviari, sono stati colpiti da un’esplosione verificatasi vicino a dove stavano lavorando, poco distante dalla stazione. Subito portati nei grandi centri di Padova, Milano e Verona, presentano ustioni su tutto il corpo. Uno versa in condizioni molto gravi.

“Siamo scossi dal tremendo incidente” dichiara il segretario generale della Cgil Belluno Mauro De Carli esprimendo “piena solidarietà e vicinanza” ai lavoratori e alle loro famiglie. “Questo grave fatto – aggiunge – si somma ai tanti altri in giro per il Veneto, in costante e pesante crescita numerica rispetto agli anni precedenti. Siamo di fronte ad un intero sistema produttivo, pubblico e privato, che negli anni della crisi ha relegato in secondo piano l’attenzione sulle politiche della sicurezza sul lavoro e di conseguenza gli investimenti su tali temi. Il rischio è che ora i lavoratori ne paghino le conseguenze”.

La Filt del Veneto non ha esitato a puntare il dito contro il sistema degli appalti, dove le condizioni di sicurezza sono inferiori, e a chiedere a Rfi di riportare al proprio interno i lavori di manutenzione.
“Le dinamiche dell’infortunio – recita la nota della Filt – saranno appurate dagli enti preposti e dalle indagini interne ed esterne; le responsabilità saranno accertate e perseguite. Siamo convinti come sindacato che quanto prima sarà fatta giustizia.
Ancora una volta assistiamo al fatto che dei lavoratori, usciti di casa per lavorare e mantenere le proprie famiglie, non vi facciano rientro perché colpiti da un grave infortunio sul lavoro.
Ancora una volta, quali essi siano, i sistemi o le procedure di prevenzione degli infortuni non sono serviti e accade l’impensabile incidente causando dolore e sofferenze.
Nel caso in questione – sostiene la Filt Cgil – appare palese come ai lavoratori diretti di RFI, nelle stesse condizioni lavorative, i sistemi di prevenzione degli infortuni siano più efficaci e gli eventi drammatici sono molto inferiori.
Purtroppo non è sempre così negli appalti conferiti da RFI a imprese esterne dove il livello di sicurezza sul lavoro, in molte circostanze, non ha la stessa attenzione e non ci sia la stessa sensibilità ed uguali investimenti sui mezzi e sulla formazione dei lavoratori, nonostante lavorino nei medesimi siti ferroviari.
Anche per queste ragioni, sia a livello nazionale come a livello regionale – conclude la Filt – continuiamo a rivendicare di internalizzare i lavori di manutenzione, di ridurre al minimo specializzato la manutenzione esterna dell’infrastruttura ferroviaria, sia per la tutela di chi lavora come per la sicurezza di tutta l’utenza”.