DOMANI SCIOPERO DEI METALMECCANICI. TUTTI A VICENZA!

15641069395_da5cf4f428_zDomani, 9 giugno, sciopero regionale dei lavoratori metalmeccanici (220.406 gli interessati in regione) e manifestazione a Vicenza. Il corteo prenderà avvio alle ore 9 davanti alla stazione ferroviaria e si dirigerà in piazza Matteotti dove prenderanno la parola i Segretari regionali di Fim e Uilm, Massimiliano Nobis e Carlo Biasin, ed il Segretario Generale della Fiom, Maurizio Landini.

Lo sciopero è per il rinnovo del contatto le cui trattative sono bloccate, dopo 6 mesi e 17 incontri, a fronte delle pretese di Federmeccanica di mettere in discussione il doppio livello contrattuale (nazionale e decentrato) e svuotare nei fatti il contratto nazionale della parte salariale.
Moltissimi i lavoratori attesi nel capoluogo berico a fronte delle continue richieste di partecipazione che arrivano dalle fabbriche di tutta la regione, tanto che anche nelle ultime ore che precedono la manifestazione Fim Fiom Uilm hanno continuato a prenotare pullman.
Lo sciopero e la manifestazione di domani rientrano in un più ampio programma di mobilitazione che prevede ulteriori 4 ore di sciopero già messe in cantiere nei vari territori per i prossimi giorni ed il blocco degli straordinari che sarà attuato già a partire dall’11 giugno dopo il successo di un’analoga iniziativa messa in atto la settimana scorsa i cui effetti si sono fatti sentire in molte imprese del Veneto.

16001200686_a4ea31ec3f_zFim Fiom Uilm si rivolgono agli imprenditori della regione affinché facciano pressione su Federmeccanica per una rapida e positiva conclusione del contratto.
“Un contratto – sostengono i sindacalisti – che deve accrescere i redditi dei lavoratori, anche per rilanciare la domanda interna, e che deve avviare una spirale virtuosa per dare un nuovo impulso a investimenti e innovazione.
Invece Federmeccanica, dopo 7 anni di crisi costati sacrifici enormi ai lavoratori, nel momento della sia pur lieve ripresa ha aperto una battaglia con i propri dipendenti negando ogni aumento salariale se non a coloro (il 5% della categoria) la cui retribuzione è ad una soglia bassissima e punta a “superare” il ruolo del contratto nazionale.
Inoltre la parte datoriale, mentre l’occupazione cala, vorrebbe una maggiore disponibilità oraria dei lavoratori e sostiene un intervento sugli straordinari (modificandone in peggio il calcolo) e sui permessi retribuiti monetizzandone una quota (5 su 13) e condizionando il diritto alla maturazione di altri 4 permessi alla presenza.
Netto è anche il rifiuto a negoziare su appalti, licenziamenti individuali e collettivi e in materia di sicurezza sul lavoro”.
Tutto ciò per Fim Fiom Uilm è inaccettabile e per questo hanno aperto questa fase di mobilitazione. “Siamo determinati – dicono – a riconquistare il diritto a contrattare collettivamente la prestazione lavorativa in tutti i suoi aspetti e confermare la funzione, solidaristica e di uguaglianza, del contratto nazionale di lavoro, oltre che allargare e qualificare la contrattazione di secondo livello”.

Le industrie stanno facendo utili. Nel Veneto produzione e fatturato segnano aumenti in tutti i comparti: in 12 mesi sono saliti rispettivamente dell’1,2 e del 2,4 nei prodotti in metallo; del 2,7 e del 4,3 negli apparecchi meccanici; dello 0,5 e dell’1,2 nelle macchine elettroniche; del 7,7 e del 14,3 nei mezzi di trasporto. A ciò non corrisponde una crescita occupazionale che nei comparti degli apparecchi meccanici e dei mezzi di trasporto va addirittura in terreno negativo (-0,5 e -1,9) aggiungendo ulteriori sofferenze occupazionali al calo di oltre il 20% degli addetti registrato negli anni della crisi.
Intanto molte aziende, i cui lavoratori magari hanno conosciuto la cassa integrazione e si sono sottoposti a rinunce per tenere vivo il lavoro, ora stanno facendo un ricorso massiccio agli straordinari.
I salari tuttavia sono bassi e certo non tali da sostenere una ripresa dei consumi, mentre si allargano le disuguaglianze nella redistribuzione della ricchezza. Un operaio metalmeccanico veneto guadagna mediamente meno di 24.000 euro lordi annui, comprensivi di straordinari, premi di produzione, scatti di anzianità, ecc., che tradotti al netto significano retribuzioni attorno ai 1.300 euro mensili.
È un quadro fortemente sperequato e poco incoraggiante per le stesse prospettive industriali.  Federmeccanica farebbe bene a riflettere su tutto ciò e cambiare atteggiamento al tavolo di trattativa riconoscendo il contratto, a partire dal salario e da tutele fondamentali quali la salute ed il diritto al lavoro.

LAVORATORI DIPENDENTI NEL VENETO TOTALE SETTORE: 220.406
Lavoratori dipendenti e retribuzioni di fatto per comparti nel Veneto

settori dipendenti retribuzioni medie* retribuzioni operai*
metalli e prodotti in metallo 109.311 26.593 24.087
macchine ed apparecchi meccanici 65.797 30.254 25.579
macchine elettriche ed elettroniche 34.522 28.305 23.063
mezzi di trasporto 10.776 28.454 23.335

*retribuzioni di fatto lorde annue, comprensive di straordinari, premi di produzione, ecc

ANDAMENTO INDUSTRIA METALMECCANICA VENETA – PRIMO TRIMESTRE 2016
Variazioni percentuali dei principali indicatori rispetto al primo trimestre 2015

settori produzione fatturato occupazione
metalli e prodotti in metallo +1,2% +2,4% +0,5%
macchine ed apparecchi meccanici +2,7% +4,3% -0,5%
macchine elettriche ed elettroniche +0,5% +1,2% +1,1%
mezzi di trasporto +7,7% +14,3% -1,9%