CREDITO COOPERATIVO: NO AI LICENZIAMENTI

Il Coordinamento Nazionale FISAC CGIL Credito Cooperativo ha preso posizione sui licenziamenti effettuati da Federazione Veneta di lavoratori della ex Banca Padovana.
“Apprendere – scrive in una lettera aperta – che per due di questi lavoratori, dopo appena un anno e qualche mese dalla cessione, intervenuta in forza dell’accordo sindacale, la Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo decide il licenziamento per insussistenza della possibilità di impiegare utilmente detti lavoratori in una qualsiasi posizione lavorativa, ciò anche in ragione dell’intervenuta riforma del settore bancario che ha interessato direttamente il Credito Cooperativo, ci lascia indignati e stupiti!”

Ed aggiunge: “la Federazione Veneta delle BCC/CRA con i licenziamenti dei due colleghi” ha agito “in spregio ai principi e ai valori della cooperazione, quelli contenuti nei 12 punti della sua carta dei valori e in particolare al punto 5”.
Il fatto, oltre ad essere grave perché si licenziano discrezionalmente dei lavoratori, con la giustificazione ché gli viene soppresso il posto di lavoro, “mina profondamente – dice la nota – una storia di relazioni industriali e sindacali del settore, che hanno saputo trovare, in situazioni ben peggiori, le soluzioni più equilibrate ed idonee all’interesse collettivo e con il concorso di tutti”.

Dichiarando che “gli effetti di questa triste vicenda avranno ripercussioni e conseguenze all’interno di tutto il credito cooperativo”, il coordinamento si rivolge al Presidente nazionale Augusto dell’Erba. A lui, che “sta conducendo una battaglia per l’autonomia contrattuale del credito cooperativo e per un importante riconoscimento del ruolo della Federazione Italiana e delle Federazioni locali”, la Fisac dice che “bisogna intervenire per rimuovere questa mina vagante al più presto, altrimenti diventerà tutto più difficile per gli obiettivi comuni che ci siamo dati, ma prima di tutto per difendere il credito cooperativo, le specificità del suo modello e dei suoi valori e soprattutto le lavoratrici e i lavoratori, nella loro qualità di attori primari nel percorso di trasformazione del sistema del credito.”

La lettera aperta del coordinamento nazionale

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