CONTRATTO DELL’AGRICOLTURA: SCIOPERO E MANIFESTAZIONE A VERONA

Dopo un lungo confronto si sono rotte le trattative per il rinnovo del contratto nazionale degli operai agricoli e florovivaisti, scaduto già da 5 mesi. Nel prendere atto “dell’impossibilità di proseguire la negoziazione”, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno proclamato lo sciopero generale della categoria per il 15 giugno con assemblee e presidi nei luoghi di lavoro e davanti alle Prefetture. Nel Veneto si terrà una manifestazione regionale a Verona.

“Sono troppi i punti di disaccordo con le parti datoriali”, spiegano in una nota le organizzazioni sindacali che definiscono le richieste della controparte “ingombranti, per quantità e rilevanza, rispetto alle rivendicazioni contenute nella nostra piattaforma”.
“Basti pensare – dicono – all’abolizione del limite dell’orario di lavoro giornaliero, con tutte le sue implicazioni, anche previdenziali, in un settore dall’alta frammentazione e dalle esigue dimensioni aziendali. Oppure – altro punto critico – all’introduzione di un salario minimo nazionale: una richiesta che confligge con l’attuale struttura salariale”.
“Anche sulla nostra disponibilità a definire una particolare regolamentazione per le aziende plurilocalizzate – aggiungono Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil –  non abbiamo riscontrato il giusto apprezzamento. Così come, in materia di appalti, non sembra essere ancora forte l’attenzione verso norme capaci di frenare il dilagante fenomeno di esternalizzazione della manodopera senza adeguata copertura contrattuale”.

“Ci auguriamo – concludono Fai, Flai e Uila – di tornare presto a negoziare anche sui punti che in questa fase della trattativa non hanno ancora ricevuto la considerazione che meritano, come l’aumento salariale, il recepimento di quanto contenuto nella Legge 199, in particolare su trasporto e collocamento, nonché in riferimento alla Rete del lavoro agricolo di qualità, e poi i nuovi strumenti di welfare, il rafforzamento dei diritti individuali e sindacali.
La nostra volontà è quella di chiudere la trattativa siglando un contratto forte, equilibrato e degno di un settore strategico per il Paese, che coinvolge 200mila aziende e oltre un milione di lavoratori. Abbiamo riscontrato invece dubbi e perplessità inopportuni che mettono a rischio il consolidamento dei diritti e della qualità del lavoro”.
Di qui la decisione di scendere in sciopero e manifestare il proprio dissenso con le assemblee e i presidi “per continuare a difendere i diritti dei lavoratori che, con questo rinnovo, dovranno vedere riconosciuti la propria dignità e il rispetto per l’intera categoria”.

Leggi il volantino dello sciopero

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