CONTRATTO CERAMICA: UN BUON RISULTATO

Siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto dei settori ceramica, piastrelle e materiali refrattari che interessa oltre 25.000 addetti in Italia.
L’aumento complessivo è di 81 euro nel triennio, di cui 76 euro sui minimi e 5 euro sulla previdenza complementare.
Soddisfatti Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil per cui l’accordo “rappresenta una concreta risposta in difesa del potere di acquisto del salario dei lavoratori, del welfare contrattuale e della prestazione lavorativa”.

Miglioramenti sono previsti nel capitolo delle relazioni industriali, con l’obbligo di informazione e consultazione per i gruppi e le imprese sopra i cento dipendenti.
Sul fronte dei diritti individuali, non saranno tenuti in considerazione, in caso di patologie oncologiche, i giorni di assenza anche non continuativi per terapie salvavita fino al 100% del periodo di comporto spettante.
Inoltre, sul fronte del welfare contrattuale, è previsto un incremento dell’aliquota contributiva al fondo di previdenza complementare (‘Foncer’) a carico dell’impresa: dello 0,2% per gli addetti delle piastrelle e dei refrattari e dello 0,1% per quelli della ceramica sanitaria.
Prevista anche una commissione che riveda le prestazioni sanitarie integrative con ‘Fasie’, il fondo integrativo sanitario del settore.

“Guardiamo con soddisfazione il risultato ottenuto – sostiene soddisfatto Marco Falcinelli, segretario nazionale Filctem-Cgil – per diversi motivi: in primo perché l’incremento sui minimi tabellari sfiora il 4,3% recuperando il potere di acquisto delle retribuzioni per il triennio ben oltre quanto previsto dall’Istat. Poi perché dimostriamo ancora una volta che il quadro di relazioni industriali dei chimici è un valore aggiunto per il sistema contrattuale: gli incrementi infatti saranno erogati senza previsioni di verifica ed ex-ante.
Riconfermiamo quindi il principio che il contratto nazionale svolge appieno la sua funzione se contratta salario e diritti, evitando il ruolo residuale che gli si vorrebbe assegnare di mero ‘registratore’ dell’andamento dell’inflazione nel Paese”.