CGIL IN CAMPO SULLA SANITÀ

Il sistema sociosanitario veneto sta scivolando progressivamente verso una maggiore privatizzazione, mentre l’organico presenta carenze che si prevedono in ulteriore aumento con l’ondata di pensionamenti attesa per il prossimo periodo e mentre una serie di strutture continua a presentare insufficienze anche vistose.
Il tutto a fronte di una domanda in crescita – trascinata dall’invecchiamento della popolazione – e alle aumentate difficoltà (6% in più in un anno) per tanti cittadini ad accedere alle cure a causa dei costi e dei tempi di attesa.Di fronte a questo scenario, la Cgil del Veneto chiede alla Regione un intervento tempestivo, investendo anche risorse proprie, per riportare il sistema veneto a quei livelli di eccellenza che ora sembrano declinare. Lo fa in occasione dell’avvio della discussione in Consiglio regionale del nuovo piano socio sanitario, in relazione al quale presenta tutta una serie di richieste (liste d’attesa, appalti, superticket, strutture intermedie, Ipab, Spisal, ecc), ma soprattutto pone la necessità di un piano straordinario di assunzioni dirette di medici, specialisti e infermieri, da effettuare nell’immediato, senza nascondersi dietro ai vincoli di invarianza di spesa, o all’attesa – quasi messianica – di un’autonomia che nel migliore dei casi produrrà effetti non prima di 5 anni.

La sanità non può essere considerata un “costo” ma un fattore fondamentale di benessere dei cittadini. Per questo non va esclusa l’introduzione di un’addizionale regionale Irpef sui redditi più alti a sostegno degli investimenti in sanità per salvaguardare il diritto universale alla salute e all’assistenza.
In ogni caso la Cgil sosterrà le proprie richieste sia in relazione alla discussione del nuovo piano sociosanitario, ma anche oltre, mantenendo alta l’attenzione sulla corrispondenza tra gli obiettivi dichiarati nel documento di programmazione e la loro realizzazione concreta.
Risorse aggiuntive dal bilancio regionale, piano straordinario di assunzioni, cronoprogramma della piena attivazione di tutta la filiera dei servizi e dell’assistenza territoriale, riforma immediata delle Ipab, incremento delle impegnative di residenzialità e di cura domiciliare, riduzione dei tempi d’attesa, cancellazione immediata dei superticket, tutela dell’occupazione e del lavoro: sono queste le richieste prioritarie che la Cgil continuerà a rivendicare.

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