VOUCHER: LA CGIL È PRONTA A MOBILITARSI

Sembrava un capitolo archiviato dopo che il governo Gentiloni aveva abrogato, con effetto dall’1 gennaio 2018, i vecchi voucher, quelli per la cui abolizione la Cgil aveva raccolto 1.000.000 firme.
Invece con il nuovo governo si fa sempre più largo l’ipotesi di allargare le maglie nell’uso dei buoni lavoro, riportandoli all’utilizzo a piene mani in agricoltura e nel turismo.

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ANCORA I VOUCHER? NO, GRAZIE!

La Cgil è fermamente contraria all’ipotesi di reintrodurre i buoni lavoro (voucher) caldeggiata dal Governo che li vorrebbe rendere strutturali, soprattutto nell’agricoltura e nel turismo.
“La Cgil è assolutamente contraria all’ipotesi di reintroduzione dei voucher, contro cui continuiamo la nostra iniziativa. I voucher non sono uno strumento utile, in particolare in agricoltura”, ha dichiarato Susanna Camusso, segretario generale della confederazione che l’anno scorso si mobilitò con successo per frenare l’esplosione del ricorso ai buoni lavoro raccogliendo oltre 1.100.000 firme per un referendum abrogativo.

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“DECRETO DIGNITÀ”: INFONDATI GLI ALLARMISMI DEGLI IMPRENDITORI

Al varo del “decreto dignità” diversi rappresentanti del mondo imprenditoriale veneto si sono scagliati contro le misure relative ai contratti a termine con accenti catastrofici davvero fuori luogo. “Farà chiudere tante aziende e creerà più disoccupazione”, ha bollato il presidente di Confindustria Veneto, Matteo Zoppas, mentre il presidente regionale di Confartigianato, Agostino Bonomo, parla di “atto ostile alle imprese”.
Sono allarmismi infondati, commenta il Segretario generale della Cgil del Veneto, Christian Ferrari, secondo cui “il cosiddetto Decreto Dignità approvato dal Consiglio dei Ministri rappresenta un primo, seppur timido, passo nella direzione giusta.

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DECRETO DIGNITÀ: IL GIUDIZIO DELLA CGIL

Il decreto dignità varato dal Consiglio dei ministri, “pur contenendo misure interessanti e condivisibili, da tempo richieste dalla Cgil, a partire dall’intervento sui tempi determinati, manca di coraggio nell’affrontare, attraverso un intervento organico, un profondo ridisegno delle regole del mercato del lavoro”. Inizia così il commento della Cgil nazionale al testo del decreto dignità, approvato dal governo Conte. Questo, per il sindacato, è “il vero limite” dell’intervento dell’esecutivo.

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SCUOLA PRIMARIA: SENZA INSEGNANTI RIPRESA DELLE LEZIONI A RISCHIO

È fortemente a rischio nel Veneto la regolare ripresa delle lezioni nella scuola primaria, a fronte dell’estromissione di 2.100 insegnanti in possesso di solo diploma magistrale (anche se già in ruolo) cui sui aggiungono 650 pensionamenti.
La Flc ha chiesto incontri e presentato proposte per evitare drammi sociali ed ora lancia un appello alle istituzioni e alla politica venete. I tempi, avverte, sono strettissimi.
“La situazione del Veneto relativamente alla vicenda per i diplomati magistrali è particolarmente grave, mettendo a rischio il regolare avvio del prossimo anno scolastico”, osserva Marta Viotto, Segretario Generale della Flc Cgil regionale.

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TRIBUNALI SENZA PERSONALE. NON SI PUÒ TAMPONARE IN ETERNO

“La carenza di personale negli Uffici Giudiziari è ormai conclamata, si aggira intorno al 30% (circa 9.000 unità) ed è destinata ad aumentare a fronte di un’età media di 56 anni”. Lo dice Assunta Motta, Segretaria regionale della Fp Cgil che, a fronte dell’ennesima misura tampone (immissione temporanea di alcuni Lsu e neolaureati) concertata con la Regione, sostiene la necessità di passare ad interventi strutturali per far funzionare i tribunali con l’organico che serve e garantire il ricambio generazionale.
“Invece negli ultimi 20 anni – dice – non ci sono state assunzioni. In Veneto c’è stato un susseguirsi di iniziative di collaborazione interistituzionale per mettere qualche toppa”.

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