MALTEMPO: UN SOSTEGNO PER LE POPOLAZIONI COLPITE

Con due accordi, uno riguardante i lavoratori delle aziende aderenti a Confindustria, l’altro i dipendenti delle ditte artigiane aderenti a Confartigianato, Cna e Casartigiani, Cgil Cisl Uil del Veneto danno la possibilità ed invitano i lavoratori a contribuire all’opera di ricostruzione e ripristino ambientale sottoscrivendo direttamente in azienda un’ora di lavoro (o più) per le aziende industriali o 5 euro (o più) in quelle artigiane.
I soldi versati confluiranno in due fondi specifici (per l’industria e per l’artigianato) che saranno alimentati, oltre che dai lavoratori, anche dai contributi delle imprese.

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MALTEMPO: RACCOLTA FONDI ANCHE PER GLI ARTIGIANI

Un protocollo per l’attivazione di un Fondo presso l’Ebav a favore delle popolazioni del Veneto colpite dal maltempo è stato sottoscritto il 29 novembre tra Confartigianato Imprese Veneto, Cna Veneto, Casartigiani Veneto e Cgil Cisl e Uil del Veneto. Sarà alimentato dai contributi versati in forma volontaria attraverso la devoluzione di una quota minima pro capite di € 5 da imprese e lavoratori aderenti e avrà lo scopo di rafforzare l’intervento dell’Ente, già attivato attraverso il “fondo calamità naturali” che prevede prestazioni a favore di imprese e loro dipendenti situati nei comuni interessati agli eventi del 29 e 30 ottobre scorsi.
Gli aderenti ad EBAV che potranno contribuire sono: 138.323 dipendenti e 30.682 imprese

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MALTEMPO: UN FONDO DI SOLIDARIETÀ PER LE POPOLAZIONI COLPITE

Cgil Cisl Uil e Confindustria regionali, di fronte al dramma causato dall’ondata di maltempo del 29 e 30 ottobre, hanno deciso un impegno a favore delle popolazioni venete che ne sono state colpite. A questo fine è stato sottoscritto dai segretari regionali delle Organizzazioni Sindacali, Christian Ferrari, Gianfranco Refosco, Gerardo Colamarco, e dal presidente di Confindustria, Matteo Zoppas, un accordo per la costituzione di un Fondo di Solidarietà, attivo da ora fino al 28 febbraio 2019.

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AMIANTO: CGIL CISL UIL CHIEDONO RISPOSTE

Presidio davanti al Ministero del Lavoro l’8 novembre e presidi davanti alle prefetture in alcune città italiane, tra cui Padova (6 novembre, ore 17.30) per liberare e bonificare il Paese dal pericolo dell’asbesto, garantire la giustizia previdenziale agli esposti alla fibra, risarcire le vittime innocenti, curare i malati e finanziare la ricerca clinica.
“Cgil, Cisl e Uil si mobilitano per avere le risposte dovute dal governo alle diverse problematiche che riguardano l’amianto” dichiarano in una nota unitaria i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Angelo Colombini e Silvana Roseto che ricordano come “questo killer silenzioso continua a mietere oltre 3.000 vittime ogni anno”.

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CEMENTIFICAZIONE ANCORA IN CRESCITA. SERVE UNA LEGGE PER BLOCCARLA

In un anno l’Italia ha perso altri 52 chilometri quadrati, pari ad un aumento di consumo di suolo dello 0,23%. Ma è il Veneto la regione dove la cementificazione è cresciuta più che in tutte le altre regioni italiane, registrando un più 0,50%: oltre il doppio della media nazionale.
Non solo. Ma la nostra regione, assieme alla Lombardia, è quella che ha il massimo del territorio occupato: 226.000 ettari, pari al 12,35%.
La situazione, fotografata dall’ultimo rapporto dell’Ispra, sottolinea una ripresa del consumo di suolo che va di pari passo con la ripresa economica. Ma così si distrugge il paese e se ne mette a repentaglio la sicurezza.

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MARGHERA BOCCIATA DALL’ENEA. SEGNALE PESSIMO SULLO STATO DEL SITO

Il centro di ricerca sulla fusione nucleare non si farà a Marghera. La candidatura veneziana è stata bocciata dall’Enea che ha classificato il sito veneto al terzultimo posto tra 9 candidati, scegliendo invece Frosinone. In particolare la commissione di valutazione ha rilevato che nell’area non c’è la certificazione ambientale con le bonifiche ancora da completare, che non c’è nessuna garanzia sui tempi per rendere disponibile il terreno (ancora di proprietà di Syndial), che il valore delle infrastrutture è considerato prossimo allo zero. Il pronunciamento ha riacceso i riflettori sulla questione di Porto Marghera, con un fiume di dichiarazioni che chiamano alle proprie responsabilità il Comune e la Regione.

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