CAMPI DELLA LEGALITÀ A CAMPOLONGO MAGGIORE

Anche quest’anno lo SPI CGIL Regionale e Provinciale, con ARCI e AUSER Veneto, organizzano a Campolongo Maggiore, nei beni confiscati all’ex boss della Mafia del Brenta, Felice Maniero, il Laboratorio “Il giardino della Legalità”. Quella del 2018 è la sesta edizione dei campi della legalità che coinvolgeranno, dal 27 agosto al 9 settembre, settantacinque ragazzi dai 16 ai 19 anni. Come ogni anno, oltre al lavoro – soprattutto agricolo – il programma prevede incontri con esperti del fenomeno mafioso come giornalisti, formatori, esponenti di associazioni e della politica.

“Determinante per la riuscita dei campi campi della legalità – sostiene una nota dello Spi regionale – è l’apporto dei volontari dello SPI e dell’AUSER, che, oltre a contribuire alla riuscita organizzativa dell’intervento, permettono ai giovani di relazionarsi con persone più anziane, in un incontro tra generazioni diverse per condividere esperienze, storie, passioni.
Lo SPI di Venezia e lo SPI Regionale – prosegue la nota – hanno intrecciato da alcuni anni stretti rapporti con le scuole del territorio, proponendo l’inserimento nei programmi scolastici della “Educazione alla Legalità”. Il progetto prevede di tenere nelle scuole alcuni incontri formativi su tematiche quali: il bullismo, gli stili di vita responsabili, storia e memoria, Costituzione e cittadinanza attiva, ambiente e consumo sostenibile, tutele e diritti del lavoro, riconoscere le differenze e rimuovere le disuguaglianze.

“Per tutta l’estate – commentano Danilo Toccane della segreteria regionale dello Spi e Moreno Raccanello, responsabile del dipartimento legalità dello Spi Metropolitano di Venezia – i nostri pensionati si sono dedicati con impegno al volontariato nei campi antimafia, in Veneto e in Italia: per loro il confronto con i ragazzi è molto stimolante e costruttivo così come l’incontro con le personalità che della lotta alla mafia hanno fatto un principio guida nelle proprie vite. Anche per i giovani sono momenti importanti che li portano a vivere esperienze lavorative nei terreni sottratti alle mafie ed ascoltare le narrazioni e le testimonianze degli anziani”.

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