ANCORA MORTI SUL LAVORO. ORA BASTA!

Due gravissimi incidenti sul lavoro sono avvenuti questa mattina in veneto. Il primo é costato la vita a un operaio di 37anni folgorato in un cantiere della Pedemontana nel vicentino; il secondo ha ridotto in condizioni gravissime un operatore ecologico schiacciato tra una gru ed un cassone a Cavallino Treporti.  “È il momento di dire basta!” esclama Christian Ferrari, Segretario generale della Cgil del Veneto che chiede alla Regione una convocazione urgente poiché non sono stati rispettati gli impegni presi.
Un richiamo anche alle imprese e l’annuncio che una nuova mobilitazione verrà messa in cantiere a meno che non si verifichi una svolta.

Questa la dichiarazione di Ferrari:
“Un morto ed un ferito grave in un solo giorno, che si sommano all’operaio che ha perso la vita due settimane fa in provincia di Padova. Stiamo rivedendo lo stesso film del 2018 e non abbiamo nessuna intenzione di accettarlo. Lo scorso anno sono morti 69 lavoratori, una strage. Una strage che ha visto una reazione di rabbia e di proposta di tutto il mondo del lavoro. Siamo a sei mesi dalla sottoscrizione del protocollo per la sicurezza con la Regione Veneto, e non un solo punto di quell’accordo è stato attuato. È il momento di dire basta. Chiediamo che la Regione ci convochi nei tempi più rapidi per fare il punto della situazione, a partire dall’assunzione dei nuovi ispettori degli Spisal su cui si era impegnata. Non basterà, ovviamente, soddisfare questa richiesta per invertire la terribile tendenza in corso. Sono molte le proposte contenute nel protocollo e riguardano non solo le Istituzioni, ma anche la parte datoriale, che deve assumersi la responsabilità di mettere in campo tutte le azioni possibili, a partire dagli investimenti, per porre fine a questo autentico dramma.
Non si può continuare a lavorare in situazioni che non rispettano i requisiti minimi di sicurezza. Una nuova mobilitazione del sindacato e dei lavoratori non è più rinviabile, la decideremo nei prossimi giorni, a meno che si verifichi una svolta da parte della Regione e del mondo delle imprese.
Ma l’inerzia delle istituzioni non si ferma al livello regionale. Il governo nazionale è sordo e cieco di fronte alla strage di lavoratori. Zero provvedimenti, anzi il taglio dei contributi Inail per agevolare le imprese anziché utilizzare quelle risorse preziose per garantire sicurezza ai lavoratori”.