AMMORTIZZATORI E PROGETTI PER LA PESCA IN UN CONVEGNO FLAI

img-20161007-wa0000Dopo una prima iniziativa a Pila nell’estate scorsa, la Flai del Veneto e di Rovigo è tornata a ragionare sulla pesca e le problematiche che riguardano il lavoro nel settore. Lo ha fatto con un convegno a Scardovari cui, oltre ai sindacalisti, sono intervenuti parlamentari, rappresentanti delle istituzioni locali e dei pescatori.

Come ha rilevato nell’intervento introduttivo il Segretario regionale della Flai, Renzo Pellizzon, i temi più caldi riguardano gli ammortizzatori sociali, la sicurezza sul lavoro, le risorse e interventi sul territorio.Sugli ammortizzatori sociali, a fronte delle nuove limitazioni è necessario trovare un’alternativa alla cassa in deroga, tanto più che a differenza di altre categorie la Pesca non ha a disposizione nessun fondo di solidarietà ed è carente di una normativa all’altezza del settore. “Penso – osserva Pellizzon – che sia molto utile la risoluzione presentata in XI commissione alla Camera su questo e su altri temi. Ora bisogna fare presto e bene ed elaborare al più presto una proposta operativa.
La puntualità con la quale si rivendica una norma sulla cassa integrazione ordinaria paragonabile a quella del lavoro agricolo (la cosiddetta CISOA) che serve quando le condizioni di lavoro non sono sicure, dimostra la voglia di fare sul serio. Speriamo produca al più presto gli esiti sperati”.

Quanto alla sicurezza sul lavoro, Pellizzon ha fatto presente come “le leggi italiane siano inadeguate per la Pesca. Al dlgvo 81/2008 con tutte le integrazioni successive non è ancora seguita l’emanazione dei decreti ministeriali che devono disciplinare le norme tra sicurezza e lavoro.
Per questo la categoria è stata impegnata a raccogliere migliaia di domande per il riconoscimento delle malattie professionali, malattie – ha spiegato Pellizzon – non tabellate che solo con il ricorso legale possono avere un loro riconoscimento.
Cosi come – ha ricordato – è in corso una discussione col Governo per considerare questo settore come lavoro usurante”.

Infine, sul piano delle risorse e l’intervento sul territorio, sono state ricordate le molteplici iniziative messe in piedi dalle Istituzioni. “Il FEAMP 2014/2020 – ha detto Pellizzon – mobilita per il nostro Paese risorse per 1 miliardo di € (50% della C.E. 50% come contropartita nazionale).
Le norme europee hanno trasformato i GAC, gruppi di azione costiera, in FLAG organismi impegnati sul territorio con obiettivi e ambiti di intervento precisi e concreti.
In Veneto siamo in presenza di due FLAG: Venezia, Caorle, Chioggia e Delta del Po, cui sono destinati 45,5 milioni di € messi a disposizione dal FEAMP, dallo Stato e dalla Regione, con obiettivi mirati a creare occupazione e innovare la filiera; migliorare e sfruttare al meglio il patrimonio di pesca e acquacoltura; rafforzare il ruolo delle comunità di pescatori nello sviluppo locale.
La Flai Regionale ha inviato formalmente la richiesta di manifestazione di interesse ad aderire alla gestione di questi organismi, perché riteniamo indispensabile un confronto a tutto campo sui temi sopra citati, al fine di indirizzare proposte unitarie e condivise alle Istituzioni, così da intervenire con tempestività su temi di notevole attualità e urgenza che interessano migliaia di lavoratori del nostro territorio”.